dezerto zeitgeist
venerdì 28 novembre 2003
 
... Io vi dar� tutto, basta che non domandate nulla!
EttorePetrolini, Nerone, 1930
 
giovedì 27 novembre 2003
  Pluscool
Forse, il contributo più notevole di Neoproletariato di Tommaso Labranca alla storia della cultura è l'introduzione di una nuova parola. Può sembrare poco, eppure una parola, ricordava il filosofo marxista Althusser, può cambiare il mondo. Questa parola, in Neoproletariato, è «pluscool». Dall'originaria teoria del plusvalore di Marx, passando per la variante del «plusgodere» dello psicoanalista Jacques Lacan, Labranca ci conduce a un termine e a un concetto che esprimono il massimo di deviazione mentale collettiva a cui siamo sottoposti, definendo lo scarto che rende oggi le merci vere protagoniste sullo scenario della nostra vita. Non sono più il valore d'uso e di scambio a muovere il mercato. E' piuttosto un'aura mistica, un sovrappiù estetico (ed estatico) che le merci ci garantiscono in luogo della religione ad avere la meglio. Il "pluscool" è questo. L'idea di potere acquistare, nell'immensa, straripante proposta merceologica che ci circonda, un sovrappiù indice di stile, di eleganza (meglio, di
«eleghanzia») e quindi di presunta superiorità che alla fine ci abbandona, più soli che mai, alle nostre psicosi.
Leggere Neoproletariato è come prendere una boccata d'aria. Salutare. Ma non è detto che sulle prime faccia piacere. Lo spirito è amaro. La consapevolezza che ci siamo spinti troppo in avanti (o meglio indietro, e insomma altrove) è troppo forte. Nessuno è escluso dal banco degli imputati (ci sono critiche anche per il segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti, in Neoproletariato). Ma dove è alta la bandiera della consapevolezza non c'è sconfitta. Piuttosto, premessa all'azione.


Aldo Nove
 
mercoledì 26 novembre 2003
  La d�bauche
Essendo uscito un nuovo profilo povero sul Deboscio, ci pregiamo di pubblicarne qui in anteprima un estratto.

Ha 19 anni, fa l'ultimo anno al Tumminelli. E' stata bocciata in prima al Severi perchè si faceva troppe canne e gli insegnanti lo sapevano e hanno voluto mandarla a casa. Parole sue.
Suo padre aveva un'amante di cui poi la moglie si è sbarazzata in qualche modo poco chiaro. Questo episodio ha segnato la sua pre-adolescenza ma resta tuttora un mistero del quale lei ricorda poco, e non ha mai voluto sapere di più. Di quel periodo ricorda solo che nell'albergo dove ha vissuto tre mesi con madre e sorella, non facevano mai i letti. Comunque, ristabilitasi la famiglia, i genitori hanno preso a straviziarla e lei è diventata una piccola troia, nel senso che si faceva toccare nel cesso della Mauri.
Poi dopo essere stata bocciata si è detta basta fare la troia. Ha perso la verginità a 18 anni, ma non per moralismo, per paura. Adesso fa il Tumminelli e va male. Ha una Mini one gialla e si veste a metà tra sciura e bambina. Ha fatto per due estati la cameriera al Ragno d'oro, tanto per fare due soldi che fossero suoi personali. Ogni volta che lo racconta se la mena esageratamente, dicendo che è troppo bello, che si è troppo divertita, che ha conosciuto un sacco di gente, che un sacco di ragazzi le hanno fatto proposte, ma lei è una che la fa solo annusare, come ci tiene a precisare. Racconta che i suoi amici andavano a trovarla ed è troppo bello portare da bere ai tuoi amici, poi sederti lì con loro a dire due cagate! Ti senti importante!! e vedi che ne è davvero orgogliosa. Ancora adesso, quando deve versare della birra in un bicchiere, lo inclina, compiacendosi dei suoi movimenti finto-esperti ed accentuati fin quasi al ridicolo, in modo da farsi guardare; al termine dell'operazione, con occhio socchiuso, si guarda attorno per poi uscirsene con: Eh, quante se ne imparano lavorando in un locale...!!. Chi la conosce abbozza. Chi non la conosce inorridisce. Ora è single, e va solo con ragazzi più grandi e improrogabilmente ricchi. La trafila grosso modo è la seguente: fa la svampita con i peggiori soggetti che frequentano i posti più beceramente fighetti; si fa invitare a cena, rigorosamente al giappo, e non la dà mai prima della quarta/quinta sortita, a meno che lui non abbia un cognome decisamente importante. Ha visto che cercano una cameriera al C.so Como 10, e spera di venir presa perchè sai che figata?. Va in discoteca anche al giovedì� e al venerdì, nonostante la scuola, perchè le secca fare quella bocciata. Di ogni ragazza dice che erano migliori amiche poi, roba di uomini hanno litigato. Di ogni ragazzo dice che ci ha provato con lei fin quasi alla nausea. Le vacanze, si sa, son sempre quelle (Velamare; Ibiza; Formentera; Mykonos; l'anno prossimo andrò in Marocco). Suo padre ha una barca a Lavagna. Ripete spesso: quando mi drogavo... Il suo film preferito è Le ragazze del Coyote Ugly.

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  L'era del neoproletariato
L'era del neoproletariato � sospesa tra due ignoranze. Agli "ignoranti di destra", ipnotizzati da vallette, calciatori e dall'aspirazione alla purezza della razza, risponde una massa di "ignoranti di sinistra", vuoti ripetitori di idee di antagonismo campagnolo prelevate dai libri, non letti, di Klein e di Bov�.
Nel mondo globalizzato e multietnico, il neoproletario mangia sushi (anche quando gli rifilano il solito merluzzo surgelato), fa la spesa in un discount, frequenta le catene di pubs (finto) irlandesi sparse per tutto lo stivale e rappresenta di fatto la nuova classe trasversale subentrata al proletariato di marxiana memoria che cerca di cancellare la matrice proletaria. � un lavoro di lima che contempla tutti i sacrifici imposti dall�omologazione: rimuovere l�effigie fantozziana, confermarsi come un numero � niente altro che un numero - nelle indagini di mercato, aspirare ad un rapporto paritario con i vip catodici.
Il neoproletario è soggetto sociale che non vuole sporcarsi le mani in campagna o in fabbrica preferendo al lavoro dei padri un incarico nel basso terziario, il fitness ed i luoghi comuni su Arte e Bellezza alla libertà di riflessione.
Il neoproletario, affascinato anzi plagiato anzi vissuto dalla pubblicità, si ciba di «eleghanzia» ossia di un valore aggiunto alle merci (valore fantasmatico) che allude a una superiorità estetica inesistente ma facilmente acquistabile.

Un bignami del pensiero di Labranca sul neoproletariato che conto di approfondire.


 
  Cose da non fare con le tipe Vol. II
Invitarla a casa per mostrarle la propria collezione di badge raccolti nei meeting aziendali.
 
martedì 25 novembre 2003
  Ancora sulla censura: la differenza tra Luttazzi e Guzzanti
A certi giornalisti piace che un comico si lamenti della censura. Se non lo fa, loro si chiedono perch�. Nel mio caso, il motivo � semplice: odio lamentarmi. Considero la censura un fatto odioso, e amen.
Daniele Luttazzi

 
lunedì 24 novembre 2003
 
Internet è una grande caserma, volgare e inutile allo stesso modo. La libertà che il mezzo potrebbe offrirci viene usata solo per insultare e scrivere scurrilità. I tanti siti di "letteratura" non sono che la solita discarica in cui si raccolgono gli scarti di una beat generation di maniera. Basta dare un'occhiata a un qualunque guestbook per rendersi conto di quanto sia basso il livello intellettuale dell'utente medio della Rete: nick imbecilli, sfruttamento dell'anonimato per esaltare continuamente la propria presunta potenza sessuale, diatribe calcistiche. Internet è un Bar Sport, un istituto per elettrotecnici, una grande parete di cesso dove si lasciano i peggiori graffiti. Spero che la Rete morirà presto e con essa il mio sito.
Tommaso Labranca
 
sabato 22 novembre 2003
  Il Deboscio - appunti per la mia tesi di laurea allo Iulm
Le tette del Deboscio

Rileggono Milano con occhi critici, ma affascinati; semmai un poco rammaricati dal sottile provincialismo che pare non abbandonare la metropoli lombarda. Parlano e attaccano la città dei parvenu gli arrivisti del concetto), dall'arte all'editoria. Sono anonimi e lavorano nell'ombra. E, come avviene nelle grandi metropoli planetarie come Londra, per diffondere il loro verbo attraverso degli adesivi. Basta farsi una passeggiata per milano e non sarà difficile trovarli su fermate del tram, centraline elettriche, pali della luce, cartelloni pubblicitari, vetrine. Semplicemente l'ennesimo avamposto nostrano della street culture ormai sempre più main stream.

Venerdi 7 novembre dalle 23.00 "Freak Like Me". La contraddizione come sistema. La prima serata il Deboscio al Gasoline, evento volutamente mainstream per location e sidestream per utenza per inaugurare una serie di eventi a Milano e su Milano. Il deboscio, progetto già noto sul web, presenta la collezione di t-shirt Highbrow Streetwear e situazioni in video al pubblico suo amico e a chi ancora non frequenta.

Gli autori sono tre universitari milanesi legati da una casuale quasi-omonimia. Il primo è Davide, 23 anni, iscritto al corso di laurea in filosofia; gli altri due si chiamano entrambi David, hanno rispettivamente 22 e 21 anni e studiano psicologia ed economia. In Rete, sostanzialmente, stilano classifiche e sparano sentenze. Per loro stessa ammissione: Il sito è nato un anno fa. A spingerci a crearlo è stata la volontà di dire la nostra su ciò che ci dava fastidio della nostra città, della gente che ci abita e in particolare di alcuni personaggi ricorrenti e ammorbanti che la caratterizzano.

Di loro, oltre alla singolare tripla omonimia, non si sa nulla. Siamo tendenzialmente degli studenti. Abbiamo fatto questo sito perché avevamo due idee da scrivere e ci era sembrato il mezzo più immediato.

Il Deboscio non è un blog, non è un portale, non è neppure un progetto d'arte in rete: ha tutta l'aria invece di essere un manifesto. Una rilettura antipatica e pungente della metropoli contemporanea.
Milano dal punto di vista culturale non è messa male, le cose succedono. Il fatto è che molte di queste ci fanno incazzare. Il peggio del peggio secondo noi? Il critico Alessandro Riva e quello che rappresenta: lo spirito contadino. Anche Angela Vettese e tutti coloro che gravitano attorno al Quartiere Isola.

Non basta. Nel loro mirino anche le cosiddette rivistine. Si chiamano Zero2, Hot ecc. Scimmiottano il londinese Time Out ma scrivono troiate immonde, perché cercano di seguire perennemente cose che sono lontane da loro mille chilometri oppure vogliono fare qualcosa di creativo a tutti i costi con pessimi risultati.

Non solo: dato che anche i debosciati devono vestirsi, si improvvisano persino stilisti. Basta cliccare sulla scritta Highbrow Streetwear per accedere a un catalogo di t-shirt acquistabili online (oltre che nei negozi indicati) al prezzo di 25 euro. Per disegnarle ci ispiriamo a cose che hanno avuto importanza per una determinata generazione.

INTERVISTATORE: Perché i locali fanno così schifo? Perché sono tutti realizzazioni mancate delle misere pretese estetiche che popolano le testoline degli agenti immobiliari?
DEBOSCIO: Non saprei. a me piacciono gli scantinati rimessi a nuovo. però immagino che ognuno ha lo zio il cugino il cognato che arreda, fa, disfa, e allora lo fa lavorare. e poi non lo paga.

INTERVISTATORE: Perché certa gente accetta di buon grado file e umiliazioni davanti ai locali e si spazientisce se fa la fila in posta o se non scatti subito al verde del semaforo?
DEBOSCIO: Perché si vede che gli piace tanto. Per citare ancora una volta Londra, a Milano l'idea è tanta gente=bella festa (piace a tanti). A Londra: poca gente=miglior festa (piace a pochi). E in effetti qui è così. Più gente c'è, più la gente ci va. Poi si creano le code. Non credo cambierà mai. L'italietta...

INTERVISTATORE: Perchè i frequentatori dei locali amano così tanto il lusso e la raffinatezza e poi amano i calciatori tamarri, le veline chiattone, arredano le proprie case alla Stalla Lombarda e leggono deliziati la Bibbia del Burino (Io non ho paura di Ammaniti)?
DEBOSCIO: Contraddizioni che non sono da sanare, a mio parere. Altrimenti si esaurisce l'effetto comico.


BIBLIOGRAFIA (WORK IN PROGRESS)
R. OLIVA, La filosofia del Deboscio è online, Il Corriere della Sera, agosto 2003
AA.VV., Freak Like me, Milano Tonight, 7 novembre 2003
AA.VV., La Milano dell'arte contemporanea e dell'editoria? Ci fa proprio incazzare, Exibart, 16 agosto 2003
T. LABRANCA, Understate, 20 novembre 2003

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mercoledì 19 novembre 2003
 
Dire alla segretaria di licenziare tutti quelli che utilizzano la posta elettronica aziendale per girare ai colleghi file simpatici/divertenti.
La lettera di licenziamento dovr� essere in formato powerpoint, a imitazione dei sopracitati file simpatici/divertenti, e conterr� nell'ultima slide gli estremi del licenziamento.
 
martedì 18 novembre 2003
 
Se sei stufo delle solite seratine piercing e vomito nei vari centri sociali in affitto dove suonano (male) gli amici degli amici.
Se sei stufo del tipo 10 anni di eroina col dogo al guinzaglio fatto pure lui che ti dice "per� a Londra � un'altra storia".
Se la house coi tamburelli e i gorgheggi raffazzonati della vocalist di Seregno ti hanno stancato.
Se sei al Rattazzo e ti stai rompendo le palle con la tipa che fa legge.
Se ti piace l'elettronica suonata bene.


Giovedì 20 novembre h. 23
Dancefloor @ Colonne di S. Lorenzo
Il gioved? del Dancefloor organizzato da Clubber.
L'unica serata Breakbeat e Drum 'n Bass in un club milanese.

Ingresso con consumazione obbligatoria: 7 �
Ingresso gratuito stampando il flyer e presentandolo all'ingresso

Info
www.ildeboscio.com tel. 339 5415751
 
mercoledì 12 novembre 2003
 
Per una donna � difficile avere una relazione duratura con me, sono un uomo dai grandi silenzi, all'inizio sembra che stia pensando chiss� che cosa, e invece non sto pensando assolutamente niente.
Il Giudice Fortezza in Arriva la Bufera, la user�
 
lunedì 10 novembre 2003
  Datago.it prima in classifica

















SQUADRA TOT CT CD V N S GF GS
DATAGO.IT 160 160 0 3 0 1 18 11
PRIMA RADIO 150 150 0 3 0 0 14 1
CARROZ VILLANOVESE 150 150 0 3 0 0 17 7
LITOGR GL SPARTAK SD 144 150 -6 3 0 0 17 12
GLI AMICI DI SAVIO 140 140 0 2 1 1 20 20
REAL CANTARANA 130 130 0 2 1 0 16 7
AVIS ISOLA 100 100 0 1 1 2 16 17
ALPINE MY READER 100 100 0 1 1 2 12 20
SIMEONE KYOCERA 100 100 0 1 1 2 21 19
OTTICA BELLA 91 100 -9 1 1 2 14 18
MONTERAINERO CAFE' 90 90 0 1 1 1 9 8
ATLETICO CANA' 80 80 0 1 0 3 9 11
U.S. ANNONESE 77 80 -3 1 0 3 14 17
ESSERINI BLAZI 67 70 -3 1 0 2 5 16
COM.AT 50 50 0 0 1 2 11 15
VILLADEATI 30 30 0 0 0 3 4 18

 
venerdì 7 novembre 2003
 
Tanto sono sempre gli altri che muoiono
Marcel Duchamp

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martedì 4 novembre 2003
  Piccoli misantropi crescono
C'� tutto un filone di scrittori, cantanti, registi, bloggers, che dicono cose tipo "non mi piace la gente" giusto per piacere a certa gente.
 
  No bless oblige
Grande Falck fino all'ultimo: visto che doveva togliere il disturbo, si � voluto togliere l'ultima soddisfaz. di mettere sotto un po' di poveracci. Mazzar� al confronto era il solito meridionale.
 
domenica 2 novembre 2003
 
Singolare come i due massimi esteti italiani della Letteratura (Arbasino) e della Moda (Valentino) siano nati entrambi in un postaccio come Voghera
 
 
La Pizia aggiunge un po' della sua arte al già bellissimo personaggio di Castellitto nell'ultimo film di Virzì, Caterina va in città:

Si fa proprio fatica a giustificare il personaggio di Iacovone (ruolo interpretato da un bravissimo Sergio Castellitto), non c'è dubbio. Iacovone è il patetico, sfigato, imbarazzante uomo frustrato che è in tutti noi. Che vorrebbe inserirsi in una qualunque categoria di privilegiati (scrittori, intellettuali, politici, famosi, ricchi) e non ce la fa. Che rifiuta i suoi parenti, la tombola a Natale, mentre vorrebbe avere conoscenze importanti, vorrebbe partecipare alle cose che contano, e non gli è dato accesso.
Si fa fatica a giustificarlo quando prende la parola da Costanzo, quando fa i salamelecchi a Michele Placido, quando da' del tu al ministro, quando spera fortemente di risultare intelligente, interessante, intraprendente perchè rifiuta la mediocrità e vive nella costante pressione di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Si sta male per lui, vorremmo farlo star zitto, perchè rispecchia qualcosa di noi.

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sabato 1 novembre 2003
  L'Amore e il Lavoro hanno le stesse dinamiche
L'Amore e il Lavoro hanno le stesse dinamiche: riceviamo per quanto diamo in termini di bellezza/intelligenza/capacità lavorativa.
Chi non può dare molto rimane ai margini di ciascuno dei due mercati, negli uffici di collocamento/vicino ai pilastri delle discoteche.
Una volta che si è entrati nel mondo del lavoro/amore, si incomincia a cercare il lavoro/amore perfetto, assoluto, e per cercarlo si cambiano lavori/innamorati.
Il problema in questi casi è che, nella speranza di migliorare/crescere in verticale, ci si sposti in orizzontale, e quindi il nuovo fidanzato/lavoro non sia mai ciò che desideriamo.
 
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