dezerto zeitgeist
domenica 8 febbraio 2004
  Del concetto di bellezza in età moderna, ovvero: le Veneri dormienti
Da quando ho visto che Arbasino appare nelle lettere al Direttore della Stampa, anch'io mando le mie lettere, sperando che siano pubblicate nello stesso giorno accanto alle sue; facendo questo però mi presto allo scempio da parte dei giornalisti di cui sopra che le leggono e poi le pubblicano.
Domenica 1 febbraio infatti avevo mandato una lettera intitolata Sic Transit Gloria Pivetti - Del concetto di bellezza in età moderna, ovvero: di Veneri dormienti e Kledi danzanti, pubblicata su La Stampa del 3 febbraio a pag. 25 con il titolo veramente fastidioso e dozzinale L'ascella sudata del ballerino Kledi.
In più è stata anche tagliata una citazione di Aldo Grasso (perchè scrive su Repubblica?), per cui riporto qui la lettera originale affinchè i tesisti di Palazzo Nuovo sappiano distinguere gli originali dalla gramigna giornalistica.

La Venere dormiente di Luca Giordano

Per noi contemporanei di scarsa cultura, è sempre difficile esprimere un giudizio estetico: il valore indiscutibile di Beethoven e Mozart lo riconosciamo perché sedimentato da migliaia di giudizi di critici musicali venuti prima di noi, ma avremmo il coraggio di dire che Gino Paoli vale Beethoven? Potrebbe sembrare un'eresia, se non lo dicesse un Aldo Grasso, o comunque una persona di provata cultura.
E se qualcuno provasse a dire che un balletto di Kledi Kadiu o una battuta di Platinette valgono più di un maestro del Seicento napoletano? Potrebbe sembrare un'eresia, se a dirlo non fosse una Presidente della Camera della Repubblica, Irene Pivetti.
Queste considerazioni mi sono venute in mente dopo aver visto la signora Irene Pivetti in Brambilla fare un balletto con il bel Kledi a Buona Domenica e poi condurre Bisturi con l'ambiguo Platinette. Mentre la Pivetti si librava soave tra le braccia del Kledi pensavo a quando, fresca di nomina a Presidente della Camera, fece ritirare la Venere Dormiente di Luca Giordano dal suo studio a Palazzo Montecitorio poiché giudicato quadro discinto.
Io, da rozzo contemporaneo che non osa dar giudizi per paura di sbagliare, sarei portato a non giudicare più discinto un quadro di un maestro napoletano del Seicento rispetto a un'ascella sudata di Kledi o a un parruccone incipriato di Platinette, ma per fortuna c'� chi sa guidarmi sulle strade del bello e del vero.
Grazie, Presidente della Camera Pivetti in Brambilla!

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