dezerto zeitgeist
giovedì 18 novembre 2004
  Le danze del XX Secolo
Crescono gli avventurosi flussi transoceanici
di poveri contadini in cerca di fortuna
e mentre muore Umberto I re di Savoia
qualcos’altro nasce, si chiama movimento operaio.
Questa è la prima danza, la danza del quarto stato
e questo è il primo messaggio: “L’arte per l’umanità.”

Cresce la produzione dell’industria bellica
si apre l’abbraccio dell’Ansaldo, l’Ilva, la Fiat
e mentre canzoni e poesie parlano di guerra
il mondo si unisce nel modo più triste.
E’ la seconda danza, la danza della propaganda
è il secondo messaggio: “Viva Tripoli italiana”.

E mentre la democrazia inizia a morire
un vento appiccicoso soffia forte da destra
poche barricate per arginarne il furore
ordine nuovo ed il partito popolare.
Questa è la terza danza, la danza a tempo di marcia
e questo è il terzo messaggio: “Bonifica integrale”.

Nascosti nelle soffitte buie e polverose
gli audaci ed i sovversivi scoprono Radio Londra
e mentre nasce la Balilla, diecimilaottocento lire
“l’auto che va finalmente verso il popolo”,
questa è la quarta danza, la danza di giovinezza
e questo è il quarto messaggio: “toscanini non la dirige”.

Gli artigli minacciosi di uomini perniciosi
puntano senza capire su terre da conquistare
scoppia come un cocomero caduto da un carrettino
un mondo senza difese ne lacrime per esitare.
Questa è la quinta danza, la danza della Repubblica
e questo è il quinto messaggio: “Viva la democrazia”.

Risorti dalle ceneri, fedeli al Patto Atlantico
guardiamo con meraviglia al miracolo economico
Coppi campione del modo, Trieste italiana
e mentre nasce l’Eni arriva anche la “Seicento”.
QUesta è la sesta danza, la danza di “Grazie dei fiori”
e questo è il sesto messaggio: “Viva la televisione”.

E le conquiste delle donne, le conquiste della Nato
la censura ed il sequestro di “Je t’aime moi non plus”
la sconfitta dell’Italia, 4 a 1 dal Brasile
molti non tramonteranno: Kennedy, Hendrix, Luther King.
E’ la settima danza, la danza dei figli dei fiori
è il settimo messaggio: “Occupazione ad oltranza”.

Le bombe nelle piazze, le bombe sotto i treni
cresce il movimento, arriva il compromesso
ora si può abortire e anche divorziare
impazzano le brigate dritte al cuore di Roma.
Questa è l’ottava danza, la danza dell’austerità
è l’ottavo messaggio: “Modica quantità”.

Si spunta la vecchia falce, si innalza la nuova quercia
c’è chi si dissocia e c’è anche chi si pente
arriva un bastimento di fratelli sfortunati
ospiti inaspettati in una casa dissestata.
Questa è la nona danza, la danza delle cadute
questo è il nono messaggio. “Italia campione del mondo”.

Ormai a questa candela resta poco da bruciare
solo una piccola luce per un valzer da strisciare
“pensi che staranno bene insieme in questa canzone
un computer americano e le launeddas di Muravera”.
E’ la decima danza, la danza di fine secolo
è il decimo messaggio: “Noi cresceremo”.


Le danze del XX Secolo .mp3
 
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