dezerto zeitgeist
domenica 29 febbraio 2004
 
Ricordarsi di ascoltare solo cd masterizzati di amici che fanno i turnisti a Milano per pagare l'affitto ma poi incidono dei pezzi loro minimal con il Tascam in casa
 
domenica 15 febbraio 2004
  Ordine e Progresso
Verso i 12-13 anni, nella prima adolescenza, quando un ragazzo incomincia ad avere reale coscienza del suo essere, gli ambienti che frequenta lo considerano ancora un bambino: forse l'unico luogo in cui � gi� al pari degli adulti, con diritti e doveri, utente di servizi a fronte di pagamenti in denaro, � la pizzeria.
Nella pizzeria l'adolescente entra con la stessa dignit� dell'uomo fatto, prenota la cena di classe, ci porta la ragazzina, va a pagare alla cassa pizza margherita e coca-cola.
Probabilmente per queste ragioni, quando penso alla società civile, il mio pensiero va alle due pizzerie di Asti più in auge durante la mia prima adolescenza: La Grotta Azzurra e Monna Laura.
Alla Grotta Azzurra la figura forte era Beppe Francese, con il papillon dietro la cassa, che per la sua natura prettamente amministrativa e per il fatto di essere anche il padrone, non esercitava su di me il fascino del deus ex machina della Monna Laura, il capocameriere Ramon Licausi.
Ramon Licausi era il simbolo dell'ordine costituito che governa la societ� civile: nel marasma di camerieri della Monna Laura, che duravano poche settimane, senza esperienza e senza modi adeguati, Ramon non perdeva mai la calma, coordinava e risolveva, sembrava che l'intera pizzeria poggiasse su di lui, e tuttora diffido sempre un po' quando qualcuno propone di andare alla Monna Laura, perch� non c'� pi� Ramon e quindi non si sa cosa possa succedere, anche se in fondo quasi nulla � cambiato.
Per queste ragioni, quando ho letto sulla Stampa che Ramon Licausi ha rifondato il Movimento Sociale Italiano ad Asti, non mi sono chiesto se fosse bene o male: è soltanto la naturale evoluzione delle cose.
 
venerdì 13 febbraio 2004
  La Musica Minimalista
La musica minimalista di Philip Glass si basa su piccole variazioni. La musica minimalista di Philip Glass e affini si basa su piccole, minime variazioni. La musica minimalista si basa su piccole, minime, impercettibili variazioni. La musica minimalista si basa su piccole, minime, impercettibili variazioni, che catturano l'ascoltatore. La musica minimalista si basa su piccole, minime, impercettibili variazioni, che catturano e affascinano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su piccole, minime, impercettibili variazioni, che catturano, affascinano e ipnotizzano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su piccole, minime, impercettibili variazioni per accumulo e per sottrazione, che catturano, affascinano e ipnotizzano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su minime, impercettibili variazioni, che catturano e ipnotizzano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva in cui vengono apportate impercettibili variazioni, che ipnotizzano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva e ossessiva in cui vengono apportate impercettibili variazioni, che ipnotizzano l�ascoltatore. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva e ossessiva in cui vengono apportate impercettibili variazioni, che ipnotizzano molti ascoltatori. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva e ossessiva in cui vengono apportate impercettibili variazioni, che ipnotizzano alcuni ascoltatori. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva e ossessiva in cui vengono apportate impercettibili variazioni, che ipnotizzano alcuni ascoltatori e lasciano indifferenti altri. La musica minimalista si basa su una struttura ripetitiva e ossessiva di facile effetto con impercettibili variazioni, che spesso disturbano come le ripetizioni. La musica minimalista si basa su una furba struttura ossessiva di facile effetto con impercettibili variazioni, che disturbano come le ripetizioni. La musica minimalista si basa su una furba struttura ossessiva di facile effetto che fa tanto musica colta, con impercettibili variazioni che disturbano come e pi� delle ripetizioni. La musica minimalista si basa su una furba struttura ossessiva di facile effetto che fa tanto musica colta, con impercettibili, stucchevoli variazioni che disturbano pi� delle ripetizioni. La musica minimalista � ossessiva e se la tira da musica colta, con le sue minime, stucchevoli variazioni che annoiano pi� delle ripetizioni. La musica minimalista � nociva e se la tira da musica colta, con le sue minime, stucchevoli variazioni che ammorbano pi� delle ripetizioni. La musica minimalista continua all�infinito...

Enzo Costa
 
 
dal guest-book del sito di Sconsolata:
Ciao, sono Isabelle da malta e ti seguo con tanta attenzione da sempre . Mi piace il tuo stille. Anche io ho studiato teatro e adesso sto esperimentando su varie progetti .. grazzie per esistere mi inspiri. Bacio Bella
 
domenica 8 febbraio 2004
  Del concetto di bellezza in età moderna, ovvero: le Veneri dormienti
Da quando ho visto che Arbasino appare nelle lettere al Direttore della Stampa, anch'io mando le mie lettere, sperando che siano pubblicate nello stesso giorno accanto alle sue; facendo questo però mi presto allo scempio da parte dei giornalisti di cui sopra che le leggono e poi le pubblicano.
Domenica 1 febbraio infatti avevo mandato una lettera intitolata Sic Transit Gloria Pivetti - Del concetto di bellezza in età moderna, ovvero: di Veneri dormienti e Kledi danzanti, pubblicata su La Stampa del 3 febbraio a pag. 25 con il titolo veramente fastidioso e dozzinale L'ascella sudata del ballerino Kledi.
In più è stata anche tagliata una citazione di Aldo Grasso (perchè scrive su Repubblica?), per cui riporto qui la lettera originale affinchè i tesisti di Palazzo Nuovo sappiano distinguere gli originali dalla gramigna giornalistica.

La Venere dormiente di Luca Giordano

Per noi contemporanei di scarsa cultura, è sempre difficile esprimere un giudizio estetico: il valore indiscutibile di Beethoven e Mozart lo riconosciamo perché sedimentato da migliaia di giudizi di critici musicali venuti prima di noi, ma avremmo il coraggio di dire che Gino Paoli vale Beethoven? Potrebbe sembrare un'eresia, se non lo dicesse un Aldo Grasso, o comunque una persona di provata cultura.
E se qualcuno provasse a dire che un balletto di Kledi Kadiu o una battuta di Platinette valgono più di un maestro del Seicento napoletano? Potrebbe sembrare un'eresia, se a dirlo non fosse una Presidente della Camera della Repubblica, Irene Pivetti.
Queste considerazioni mi sono venute in mente dopo aver visto la signora Irene Pivetti in Brambilla fare un balletto con il bel Kledi a Buona Domenica e poi condurre Bisturi con l'ambiguo Platinette. Mentre la Pivetti si librava soave tra le braccia del Kledi pensavo a quando, fresca di nomina a Presidente della Camera, fece ritirare la Venere Dormiente di Luca Giordano dal suo studio a Palazzo Montecitorio poiché giudicato quadro discinto.
Io, da rozzo contemporaneo che non osa dar giudizi per paura di sbagliare, sarei portato a non giudicare più discinto un quadro di un maestro napoletano del Seicento rispetto a un'ascella sudata di Kledi o a un parruccone incipriato di Platinette, ma per fortuna c'� chi sa guidarmi sulle strade del bello e del vero.
Grazie, Presidente della Camera Pivetti in Brambilla!

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