spirulicchia va alla festa
cronaca (im)perfetta di una vernissage.
ieri la grigia torino si è tinta un po' (magari è per quello che si chiamano vernisagge) per uno degli eventi più attesi del panorama cittadino.
proprio alla vigilia di artissima, ecco un evento che dà lustro alla nostra città: l'inaugurazione di t1tremusei (o qualcosa del genere, devo ammettere che il nome non è molto friendly, in + i musei in questione mi sembrano più di tre, ma forse il nome non è tre musei, comunque sia, la cosa non ha un'importanza per così dire "fondamentale", senza la quale non possa continuare la mia giornata, o intralciare in qualche modo la descrizione della serata di ieri).
a dirla tutta non ho neppure trovato un filo conduttore nelle cose esposte nei 3 musei (delle esposizioni viste, ovvero re rebaudengo e merz, ho solo trovato cose carine e cose no)
Assistere a una vernice (i fighetti amano dire vernice all'italiana invece del volgave vernissage) permette di osservare diverse cose.
Alle vernici, la cosa più figa è osservare chi va alle vernici.
Il pubblico delle inaugurazioni è generalmente così composto (qui, se dovessi fare un bel power point mi avvaleri di un diagramma a torta):
- 60% donne che lavorano nel campo delle pr.
Si riconoscono dall'abbigliamento "quincy", che magari abbinano all'orecchino etnico e alla erre marcata. si chiedono come va e si danno consigli: alla gam, per esempio, non c'è niente da mangiare, qui alla re rebaudengo ci si accontenta dei taurinot, mentre dicitur che alla merz ci sia ancora molto da mangiare.
"ci becchiamo là"
- 15% architetti donne.
E' molto difficile distinguerle dalle donnepr.
Così, sempre per parlare in generale, perché di me tutto si può dire ma soprattutto che sono GENERALISTA, generalmente "portano gli occhiali".
esibiscono con orgoglio la collana fatta di palline di feltro tipo pon pon, che si sono fatte da sole, perché nel tempo libero amano sfogare la loro creatività dedicandosi all'artigianato.
- 15% architetti gay.
costituiscono il 70% degli architetti uomini in generale, portano le bretelle con nonchalance, abbiandole ai pantaloni a sigaretta. sono belli, belli ma impossibili.
- 9% pubblicitari.
si riconoscono perché parlano in inglese con degli ospiti che si sono portati appositamente dietro per dimostrare al resto della torta (60% pr, 30% arch) che loro sono persone di mondo, e agli ospiti il fatto che loro vivono in un posto dove "si fanno delle cose di mondo".
- 1% sfigati tipo me.
non conoscono nessuno, vengono snobbati da tutti, sono spesso al tavolo del buffet, non tanto perché abbiano fame (anche se la fame alle inaugurazioni non manca mai), ma perché il buffet ai vernissages è l'equivalente del vespaio per le vespe.
gli sfigati vanno al buffet per sentirsi meno soli.
- 0,000000001% "suono".
suono è il nome di un bambino che ho visto alla re rebaudengo. noto a tutti meno all'1% degli sfigati tipo me, è supercoccolato. tutti quelli che lo conoscono dicono "suono come stai?"
mi ha fatto tenerezza come il mostriciattolo onachi di takashi murakami (tra le cose da vedere alla re rebaudengo). ma visto che vi siete persi l'inaugurazione potete andare a vedere il piccolo onachi al giovedì sera, che è gratis.
per il buffet il diagramma a torta assume un colore omogeneo: il 100% delle persone è come se non avesse mangiato e bevuto per mesi.
si lamenta perché alla fondazione merz "danno solo pane e formaggio" ma si accanisce comunque con foga inaudita sul coltello (altro che psycho!!) per tagliare il pane a cassetta equo solidale.
come per il maiale, non si lascia via niente, anzi, c'è anche chi si riempe furtivamente le tasche di chichi equosolidali (che sono gli m&m degli alternativ-equisolidali).
"meno male che è inverno" ho pensato, perché pensa all'irresistibile scioglievolezza del chichis nella borsa sotto la callara.
vorrei scrivere ancora tanto, tipo dell'intervallo tra inaugurazioni e discoparty al supermarket (che non è il conad ma una discoteca di torino)che ho trascorso in un locale chiamato makò dove ho assistito alla lettura di una specie di romanzo a puntate che voleva essere divertente recitato dagli autori.
un carteggio surreale tra andrea e guido.
una cosa molto intellettual-scuola holden.
i lettori si credevano entrambi un po' baricco e un po' intellettual anti global anti tutto.
gli ascoltatori si credevano quasi tutti interessati. ridevano di gusto alle battute così ovvie che fanno più ridere delle battute dercipolla.
io cercavo di non addormentarmi ma alla fine ho chiesto se "il romanzo si poteva comprare".