dezerto zeitgeist
sabato 10 dicembre 2005
  un altro inverno di guerra
Carlo Carrà, Sintesi futurista della guerra, 1914

In Portogallo, i vecchi in coda fuori dagli ambulatori e dai pensionati per i poveri, gli storpi che chiedevano la carità, gli angolani senza gambe che si trascinavano per le strade.
A Milano, i poveri di tutte le razze radunati al Mc Donald's, i vecchi zoppi che facevano ancora il portiere d'albergo o i posteggiatori nelle notti fredde davanti a qualche ristorante, i 16enni apprendisti maltrattati dai padroni, i praticanti e gli stagisti costretti a dire sempre sì senza nessuna prospettiva per il giorno dopo.
Gli inverni di guerra sono sempre così, oggi come il 1943, anche se non sparano nelle strade e non bombardano di notte.
La guerra è nei rapporti di lavoro, nei rapporti d'amore, negli affitti delle case, nelle campagne elettorali, nei parcheggi delle auto, nelle stazioni dei treni.
Il cinismo di guardare le cose come sono e ricondurre tutto a un razionale quantificabile è compassione ed altruismo, in una realtà ben più feroce che costringe tutti a un concreto chiagn' e fott' perchè, come scriveva Isaac Bashevic Singer della sua condizione di ebreo durante la seconda guerra mondiale in Nemici - Storia di un amore, per sopravvivere bisognava trasgredire la legge, perchè tutte le leggi ti condannavano a morte, e noi volevamo vivere.
In guerra la sopravvivenza richiede prevaricazione, e chiunque voglia fare scelte etiche, per questo semplice fatto, è un eroe, come il partigiano Johnny.
Pertanto il tentativo di riportare uno scambio di reciprocità, di dare un razionale etico ai principi cristiani del non fare agli altri quello che gli altri non vorresti facessero a te, è la traduzione del sogno di una forma più evoluta di democrazia basata sulla gentilezza.
La guerra è ovunque per una serie di aspettative insoddisfatte e insoddisfacibili che sono connaturate alla vita: l'idea stessa di avere figli è da incoscienti, e infatti gli incoscienti sono quelli che hanno più figli.
Se si calcolasse bene, non si farebbe nulla, perchè la vita è un investimento in perdita, che dal microcosmo si spiega all'universo che si espande, questa enorme forza richiesta che da nulla è ripagata.
Le metropoli, il capitalismo, le forme di governo, il mondo intero, sono strutture che si sono create prima di essere pensate, sistemi burocratici complessi senza ragione che alimentano la propria inadeguatezza.
Dall'insensatezza dell'espansione cellulare del big-bang il razionale del comportamento irrazionale del mendicante senza gambe che si trascina a mendicare per trascinare la sua esistenza dolorosa.
La legittimità di ogni guerra, di ogni prevaricazione, sta nell'investimento sbagliato e perduto che ognuno deve legittimare / colmare: è dubitabile che una vita alla Berlusconi valga la pena di essere vissuta, piena com'è comunque di compromessi, di sacrifici, di prevaricazioni, di menzogne, di comportamenti scorretti, ed è comunque una delle migliori possibili.
Allora è giusto riconoscere che tutti sono legittimati, per la loro condizione di disperazione, a chiagnere e fottere, che tutti coloro che possono chiagnono e fottono, e il mendicante senza gambe non lo fa solo perchè non può alzare la testa al di sopra del proprio stato, ma se potesse anch'egli sarebbe disonesto e scorretto, come la vita impone.
Allora l'assenza di pietà, la consapevolezza del nemico in quanto tale, questa è la vera forma di comunismo che tutti affratella nella condizione umana.
 
Commenti:
"Le metropoli, il capitalismo, le forme di governo, il mondo intero, sono strutture che si sono create prima di essere pensate"

fantastico
 
il tuo fatal flow è l'assoluta necessità dell'espansione che pone l'universo aldilà del bene e del male. Non è un mercato che può scegliere, la vita
Dvd
 
mi sento come alvaro vitali quando ricevette i complimenti di fellini
 
...se il contenuto dei tuoi soliloqui silenziosi e delle tue immaginazioni non lo divulghi tu, a me non resta altro mezzo per venire a saperlo.Ma quello che tu senti e immagini è solo una piccola porzione del campo in cui si mostrano le caratteristiche del tuo temperamento e del tuo carattere; ed è forse soltanto per i pazzi che quella porzione ha una certa importanza.Io scopro quasi tutto quello che ho bisogno di sapere circa le tue capacità,interessi,gusti,avversioni, metodi e convinzioni con l'osservare come tu conduci il tuo fare aperto,la cui parte più importante sta in quello che tu dici e scrivi.Come tu conduca il tuo immaginare, compreso quello che immagini di dire a te stesso, è questione soltanto sussidiaria.
( da G.Ryle,Lo spirito come comportamento,Einaudi,Torino 1955,pp.59-60)
 
Posta un commento





<< Home page
Google
 
Archivi
marzo 2003 / aprile 2003 / maggio 2003 / giugno 2003 / luglio 2003 / agosto 2003 / settembre 2003 / ottobre 2003 / novembre 2003 / dicembre 2003 / gennaio 2004 / febbraio 2004 / marzo 2004 / aprile 2004 / maggio 2004 / giugno 2004 / luglio 2004 / agosto 2004 / settembre 2004 / ottobre 2004 / novembre 2004 / dicembre 2004 / gennaio 2005 / febbraio 2005 / marzo 2005 / aprile 2005 / maggio 2005 / giugno 2005 / luglio 2005 / agosto 2005 / settembre 2005 / ottobre 2005 / novembre 2005 / dicembre 2005 / gennaio 2006 / febbraio 2006 / marzo 2006 / aprile 2006 / maggio 2006 / giugno 2006 / luglio 2006 / agosto 2006 / settembre 2006 / dicembre 2006 / gennaio 2007 / febbraio 2007 / marzo 2007 / aprile 2007 / maggio 2007 / giugno 2007 / luglio 2007 / agosto 2007 / settembre 2007 / ottobre 2007 / novembre 2007 / dicembre 2007 / gennaio 2008 / febbraio 2008 / marzo 2008 / aprile 2008 / maggio 2008 / giugno 2008 /



mail & msn: edoardo@dezerto.com

Powered by Blogger

Iscriviti a
Post [Atom]