un altro inverno di guerra

In Portogallo, i vecchi in coda fuori dagli ambulatori e dai pensionati per i poveri, gli storpi che chiedevano la carità, gli angolani senza gambe che si trascinavano per le strade.
A Milano, i poveri di tutte le razze radunati al Mc Donald's, i vecchi zoppi che facevano ancora il portiere d'albergo o i posteggiatori nelle notti fredde davanti a qualche ristorante, i 16enni apprendisti maltrattati dai padroni, i praticanti e gli stagisti costretti a dire sempre sì senza nessuna prospettiva per il giorno dopo.
Gli inverni di guerra sono sempre così, oggi come il 1943, anche se non sparano nelle strade e non bombardano di notte.
La guerra è nei rapporti di lavoro, nei rapporti d'amore, negli affitti delle case, nelle campagne elettorali, nei parcheggi delle auto, nelle stazioni dei treni.
Il cinismo di guardare le cose come sono e ricondurre tutto a un razionale quantificabile è compassione ed altruismo, in una realtà ben più feroce che costringe tutti a un concreto
chiagn' e fott' perchè, come scriveva Isaac Bashevic Singer della sua condizione di ebreo durante la seconda guerra mondiale in
Nemici - Storia di un amore,
per sopravvivere bisognava trasgredire la legge, perchè tutte le leggi ti condannavano a morte, e noi volevamo vivere.
In guerra la sopravvivenza richiede prevaricazione, e chiunque voglia fare scelte etiche, per questo semplice fatto, è un eroe, come il partigiano Johnny.
Pertanto il tentativo di riportare uno scambio di reciprocità, di dare un razionale etico ai principi cristiani del non fare agli altri quello che gli altri non vorresti facessero a te, è la traduzione del sogno di una forma più evoluta di democrazia basata sulla gentilezza.
La guerra è ovunque per una serie di aspettative insoddisfatte e insoddisfacibili che sono connaturate alla vita: l'idea stessa di avere figli è da incoscienti, e infatti gli incoscienti sono quelli che hanno più figli.
Se si calcolasse bene, non si farebbe nulla, perchè la vita è un investimento in perdita, che dal microcosmo si spiega all'universo che si espande, questa enorme forza richiesta che da nulla è ripagata.
Le metropoli, il capitalismo, le forme di governo, il mondo intero, sono strutture che si sono create prima di essere pensate, sistemi burocratici complessi senza ragione che alimentano la propria inadeguatezza.
Dall'insensatezza dell'espansione cellulare del big-bang il razionale del comportamento irrazionale del mendicante senza gambe che si trascina a mendicare per trascinare la sua esistenza dolorosa.
La legittimità di ogni guerra, di ogni prevaricazione, sta nell'investimento sbagliato e perduto che ognuno deve legittimare / colmare: è dubitabile che una vita alla Berlusconi valga la pena di essere vissuta, piena com'è comunque di compromessi, di sacrifici, di prevaricazioni, di menzogne, di comportamenti scorretti, ed è comunque una delle migliori possibili.
Allora è giusto riconoscere che tutti sono legittimati, per la loro condizione di disperazione, a
chiagnere e fottere, che tutti coloro che possono chiagnono e fottono, e il mendicante senza gambe non lo fa solo perchè non può alzare la testa al di sopra del proprio stato, ma se potesse anch'egli sarebbe disonesto e scorretto, come la vita impone.
Allora l'assenza di pietà, la consapevolezza del nemico in quanto tale, questa è la vera forma di comunismo che tutti affratella nella condizione umana.