dezerto zeitgeist
mercoledì 29 giugno 2005
  Ape all'imbarchino
Il torinese ha un aplomb tutto suo, trova sempre chic indossare le timberland come faceva il padre, con la lacoste verde bottiglia del padre, con una collanina etnica fatta con semi del sudamerica, ricordo della vacanza di natale (mentre i poveri mangiavano il melegatti sperando di vincere la maserati).
A loro volta, le giovani cabinotte adorano le gonne gipsy comprate a 79.99 euro da zara, abbinate alla t-shirt comprata da bertolini (170 euro ma è un regalo della nonna), con la borsetta freitag comprata da san carlo che in quanto ad accessori è sempre un semaforo avanti.
I torinesi giusti si ritrovano sempre nei posti giusti, quindi con l'estate ecco riempirsi sempre dei soliti posti.
Uno dei luoghi deputati è l'imbarchino, ideale per fumarsi una cannetta senza che nessuno ti rompa (la solita madama bacchettona), ideale per respirare un po' d'aria a mezzo metro dal Po e per bersi una menabrea, per farsi prestare l'off alla cassa un po' come si chiede lo smacchiatore in pizzeria, parlando un po' di tutto.
Come del fatto che non vogliono passare la loro vita a fare gli impiegati e che vorrebbero cambiare vita aprendo un bar a capoverde, oppure un locale multifunzionale in cui fare anche mostre e installazioni... ma non qui in italia.. in italia non si fa nulla.
E poi sto mondo fa schifo, se ci pensi "siamo la prima generazione che darà ai propri figli un mondo peggiore, pensa all'ambiente, alla deforestazione, al buco dell'ozono".
ci pensi? si ci penso, cazzo.

O tempora o mores
 
  L'era dell'uomo bianco
Profumi indescrivibili
nei metrò della sera
consulenti finanziari
vestiti tutti uguali
l'ombra della nostra identità
nell'impasto dei pizzaioli egiziani
Ma penso finirà presto
l'era dell'uomo bianco
Sì, penso finirà presto
l'era dell'uomo bianco
Piene le scuole di ballo
per i corsi di bachata
a volte un temporale
non lasciava uscire
le donne abbronzate in tiro
per il festival latino-americano
E penso finirà presto
l'era dell'uomo bianco
Sì, penso finirà presto
l'era dell'uomo bianco
 
 
sondaggio sul positivismo di Comte

Auguste Comte aveva le gambe abnormemente corte, cosa che lo faceva ritenere brutto. Una delle sue prime storie amorose fu con una prostituta, Caroline Massin, che sposò in rito civile per toglierla dai registri della polizia. Nel 1826 fu rinchiuso in manicomio. Tentò il suicidio buttandosi dal Pont des Arts nella Senna, ma venne salvato da un soldato che casualmente passava di là. Dopo che Caroline lo ebbe lasciato, lui si innamorò di Clotilde da Vaux, che morì a solo un anno dall'inizio della loro infuocata passione. Auguste non si riprese più: inventò un vero e proprio rituale da ripetersi ogni giorno, in memoria della donna. La vita del filosofo, era ormai ridotta a parpetuo rituale: ogni giorno terminava, la sera, a cena, con una crosta di pane "meditando sui numerosi poveri che erano incapaci di procurarsi perfino quell'umile cibo in cambio del loro lavoro".

Daniel J. Boorstin, "l'avventura della ricerca", Raffaello Cortina Editore, 2002 Milano pagg. 289-293
 
martedì 28 giugno 2005
  Questa sera tutti in Corso Como
 
 
La bellezza è una forma di genio... più alta, invero, del genio, e non abbisogna di spiegazioni. È uno dei grandi fatti del mondo, come la luce del sole, o la primavera, o il riflesso nell'acqua cupa di quella conchiglia d'argento che chiamiamo luna. Non può essere discussa. Ha diritto divino di sovranità. Rende príncipi coloro che la posseggono.
Oscar Wilde

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lunedì 27 giugno 2005
  pronto prova uno due tre
prove tecniche degne di un gaggio: spirulicchia (che non ha mai usato un blog) verifica che blogger funzioni.
salve amici
qualche volta mi materializzerò.
 
domenica 26 giugno 2005
  La leva calcistica del '74
Quello che conta è avere ancora un altro calcio di inizio

Alla fine quello che conta non è vincere o perdere, giocare bene o giocare male.
Quello che conta è rimanere in serie A anche se la squadra retrocede, non finire in tribuna o in panchina, e quando la punta ti va via, mentre si avvicina alla porta, pregare che non segni.
E avere tu una punta o una moglie o un suocero che ti trascina avanti, un centrocampista o un dipendente che ti tiene a galla, indovinare quel tiro in porta con effetto da 30 metri alla laba, fare come il ferro, impegnarsi in allenamento per guadagnare una maglia da titolare, il sabato andare in disco, la domenica fare schifo, ma tanto poi in allenamento riguadagni la maglia.
Oppure non conta niente di tutto questo, non contano i cross, non contano le scivolate, ma solo i ricordi: i ricordi dei ragazzi del Parco Biberach, che poi accendi la tv e i lanci già perfetti di Paro adesso sono in serie A nel Siena, oppure bianchi che stava in porta che ora commenta Toro-Perugia dal Delle Alpi per Tele Nova, oppure tu che domani c'è la semifinale del torneo aziendale.
Oppure la rovesciata del Lomba quella volta che abbiamo vinto il torneo di Portacomaro, quando la società sportiva F.lli Ingrao Impermeabilizzazioni invece che ingaggiare tre brasiliani aveva ingaggiato tre sintu, oppure ascoltare O Fortuna prima della finale a Castiglione, la vaselina che spunta dal borsone del bino e le solite battute da spogliatoio, i racconti delle partite sulla spiaggia a San Sebastian, una vita che gioco con Nico e riuscire ancora a litigare come Sandra e Raimondo, e telefonargli da Parma per sapere come è andata o lui che mi manda i ritagli del giornale con le partite a Lisbona, quella volta che giocammo il torneo di Grazzano incontrando tutte le squadre sulla strada da Asti a Casale, e la sera che perdemmo la finale lo schianto in macchina, contro un albero che adesso non c'è +.
Questo post è come una mia azione: ho riconquistato palla con le unghie e con i denti, e ora non so a chi darla, alzo la testa, c'è il Laba, la passo a lui, Laba concludi tu.
Nostalgia da 2 soldi.
Grande Laba.
Fino a che saremo almeno 5, nonostante le donne, i figli, il lavoro, le distorsioni, gli stiramenti, le ferite, le gambe che fanno male, andremo avanti: che altro si potrebbe fare?

Dai raga, saliamo!!! Credici, credici! Oh, scala sul 9...Ehi 2, che cazzo spingi? Ma va, va, sburambuca.... Taglia in mezzo! Oh, posso tirarla io questa?

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sabato 25 giugno 2005
 
La tendenza di vantarsi di qualche cosa è inversamente proporzionale alla possibilità di farla

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venerdì 24 giugno 2005
  Ape alla Piscina Solari
ieri sera invece, ho voluto provare un'esperienza veramente degna di una bor7.
l'appuntamento è verso le otto, arrivo anche io col casco sulla testa perché è sempre bello lasciarlo ai bordi di quei letti piazzati sull'erbetta, oppure al lato di un puff. mi guardo intorno, alla chirurga plastica piace parlare delle prossime vacanze a formentera, al sosia di grignani con la vestimenta piace togliersi le churchs per lasciare che l'erba lambisca dolcemente il suo calzino giallo.
ognuno sembra essere a suo agio al baretto della piscina solari, dove con 9 euro è possibile gustare un cocktail con l'achechengi e anche qualche ciliegina chimica (quelle tutte fucsia anche il gambetto).
va ancora il mohito ma tra poco qualcuno importerà la moda della tassoni così potremo dire basta a quei bicchieroni pieni di zucchero e menta così difficili da lavare.
tutti sembrano così felici di appartenere alla gente che piace, tutti così eccitati nello spruzzarsi l'off su tutto il corpo perché verso le 9 le zanzare iniziano a infestare tutto l'ambiente...e allora ci si sposta in massa, evviva tutto questo, evviva evviva evviva milano.
caro edo, il vero NON PER TUTTI è qui, altro che a calosso!!!


chiarula
 
  Panino Giusto
panino giusto

le amiche che ridono sempre e non hanno niente da dire.
l'insalata sanremo e il valtellina.
le mamme con le figlie.
la copia stanca di sè.
i single e i consulenti.

impiegati

i divorziati la sera che hanno la figlia.
il tiramisù con due cucchiai.
la terza uscita disimpegnata per farti vedere che ormai siamo in confidenza.

anche gli angeli mangiano panini

la tipa appariscente che sta con il padre ricco e scherza con il figlio figo.
l'insopprimibile bisogno di distinguersi ordinando il solito.

c'è questo albergo di new york dove la camera costa 25.000$, che uno che conosco mi ha detto...

i raccontatori di aneddoti di persone mai conosciute che scadono nel gigantismo.
ma soprattutto,
la splendida alterigia, l'elegante trascinamento, la lenta grazia, la sublime indolenza,
della cameriera asiatica.

asyan angel

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giovedì 23 giugno 2005
  Debosci & Abbracci
Debosci & Abbracci

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mercoledì 22 giugno 2005
  ci sono opinioni e ci sono risposte esatte

Sì la vita è tutto un quiz
E noi giochiamo
E rigiochiamo

È che noi non c’arrendiamo
Fino a quando non vinciamo

Sì la vita è tutto un quiz

E se indovini quante emozioni
Perchè è col quiz che ci danno i milioni
Evviva le televisioni!

Aspetta e spera
Che poi s’avvera
Teniamo alta la nosta bandiera

Siam tutti quanti felici e contenti
Noi siamo un popolo di concorrenti

E alla conquista del quiz partiremo
Bisogna vincere
E vinceremo!

 
martedì 21 giugno 2005
  Biglietti da Visita
Da piccolo, quando mi capitava di guardare cartoni animati stile Vultus V, Daitarn III o simili, rimanevo puntualmente strabiliato dalle manovre aeree che si eseguivano per intimidire il nemico. La formazione aerea, come si osserva guardando un qualsiasi filmato delle frecce tricolori, di addestramento al volo militare (o, per i più poveri, Top Gun), è rappresentativa delle intenzioni, bellicose o pacifiche, dei piloti della formazione.
Esiste un parallelo, quanto mai curioso, tra la volontà segnaletica di una formazione aerea e quella della disposizione, su un tavolo rigorosamente di cristallo, nel silenzio catartico di una sala da riunioni, dei biglietti da visita dei partecipanti.
Esiste un linguaggio, sia verbale che non, fatto di piccoli gesti, idiosincrasie e simbolismi, attraverso il quale si esprimono i raiders finanziari. Il raider qui non è inteso necessariamente come lo squalo à la Gordon Gekko, che si macchia di scalate ostili e quant'altro. Piuttosto si fa riferimento alla parte acquirente nell'ambito di una qualsiasi negoziazione di compravendita di società, quote o partecipazioni. Tra le controparti quindi, sicuramente quella più aggressiva.
Di questo linguaggio, emblema per eccellenza è il biglietto da visita, e l'uso più o meno violento, che se ne fa. Il rettangolo di cartoncino (sulle varietà del quale si potrebbe scrivere un trattato), con i dati ed il titolo del padroncino assume e s'impregna di un significato tale da assurgere allo stato di emblema della persona stessa. Al punto da diventare esso stesso l'oggetto contundente, l'arma da taglio, da fuoco o viceversa lo scudo attraverso il quale si manifestano le intenzioni del rappresentato.
In American Psycho, apprendere che i biglietti da visita dei colleghi sono incisi su un cartoncino più raffinato, e sono dotati addirittura di filigrana, causa a Bateman un'ondata di nausea e un senso di invidia profonda. Una sconfitta morale, emotiva e soprattutto simbolica, in un ambiente in cui il rappresentante scavalca di regola il rappresentato. Non è necessario considerare una maschera simile, il cui impatto sull'ambiente circostante altro non è che un collage di rappresentazioni artificiali della sua identità, per notare che alcuni elementi di questo modo di esprimersi esistono nel mondo reale.
Un tavolo di cristallo, quasi a tenere separate le contrapposte milizie, divide la sala delle riunioni. Dai due lati, i luogotenenti scrutano le espressioni facciali degli avversari quasi a voler captare un minimo segnale di tensione nervosa. La negoziazione si protrae ormai da ore. Ma ecco che, quasi a voler sferrare un attacco decisivo, il generale dell'offensiva, il potenziale acquirente, rilancia l'offerta. I biglietti da visita della milizia si dispongono, quasi animati da una propria volontà, a V, come farebbe una flotta di F16 in volo su Bagdad. La difesa risponde serrando le fila, e dispone i biglietti da visita, compatti e in file parallele, a mò di scudo, quasi a voler neutralizzare l'attacco. La spunteranno quelli con la filigrana e il lettering in Helvetica.
Al nuovo arrivato, il biglietto da visita si nega sempre e comunque non si concede prima che sia trascorso un periodo tra i 6 e i 12 mesi. È necessario che questi si affermi, prima che la sua identità sia riconosciuta e certificata dal biglietto. Prima che all'aperitivo nel lounge bar low end residential fescion di turno possa far scivolare il suo biglietto con nonchalance sul bancone ammiccando a qualche strappona stralunata.
Concedere il biglietto da visita allo stagista/tirocinante corrisponde a prestare l'A6 al figlio rintronato 19 enne: "Ok, divertiti, ma non ti montare la testa".
Il biglietto da visita è, di per sé un secondo battesimo. Considerato che del primo te ne freghi, perché tutti vi hanno diritto, l'investitura col biglietto da visita è la nascita, la venuta al mondo in un mondo che non è, l'attestato di esistenza. Di carta come il castello sul quale il povero costruisce la propria bildung: una lieve brezza e viene giú.
David Abravanel
 
venerdì 17 giugno 2005
  Amore lontanissimo
Yoko Mitsuya

Il fatto che abbia la gola ridotta come Maria Antonietta dopo la rivoluzione francese, le code immancabili sulla A7, non cancellano l'ineluttabilità del ritorno ad Asti, con il cd con sopra ragazza di periferia della tatangelo e fare l'amore di mietta, che appunto mi immagino che andiamo tutti e 3 insieme al mare e loro prendono il sole in topless.
Alla fine gli unici vecchi onesti sono quelli balordi ed odiosi, avidi ed egoisti, che bestemmiano e se possono mettono le mani addosso alle donne: i vecchi che si danno un contegno sono ipocriti da due soldi che sopportano lo schifo della loro vita in cambio di una patina di rispettabilità, l'esperienza, ah ah ah, che pezzenti, come l'operaio con la casa di proprietà nel ghetto che si ritiene meglio dell'operaio con la casa in affitto nel ghetto.
Sono proprio i + uguali che cercano di distinguersi.
Scrivono delle proprie abitudini su un blog oppure le raccontano ad alta voce al panino giusto, dove ordinano il solito appunto perchè anche nel solito credono di distinguersi.
Chi ammette di essere assolutamente qualunque è una persona onesta in cui riporre fiducia.
 
mercoledì 15 giugno 2005
 
Del resto, ci fosse stato un referendum per abrogare la concezione dell'universo geocentrico, la Chiesa si sarebbe pronunciata per il NO e avrebbe comunque consigliato di astenersi.
 
lunedì 13 giugno 2005
  La storia siamo noi - the referendum day after
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
 
sabato 11 giugno 2005
  Il Deboscio - Puke Diving Streetwear
Il Deboscio - Puke Diving Streetwear

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venerdì 10 giugno 2005
 
C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti
Henry Ford

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Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.


Fernando Pessoa
 
giovedì 9 giugno 2005
  Clementina libera!
Clementina è stata liberata, ma la macchina della beneficenza e della solidarietà non deve fermarsi qui.
Il problema dei rapimenti va risolto alla radice, non arricchendo i sequestratori, ma evitando che possano colpire.
Per questo E-blog indice una raccolta fondi per creare un centro d'accoglienza per dissuadere le ragazze italiane che vogliono missionedipaceggiare in Afghanistan / Iraq.
Chi vuole partecipare si segni nei commenti indicando la cifra offerta.
W la Pace, W la Solidarietà!
 
  Deduco da una frase del vangelo che è meglio un imbianchino di Frank Lloyd Wright
Frank Lloyd Wright
 
mercoledì 8 giugno 2005
  Frequentazioni povere
quello che perde gli amici alla fine è la differenza di livello.
Ci si conosce perché si è + o - allo stesso livello, il livello cambia e ci si perde.
Non sono i litigi, i litigi vengono per la differenza: si rileva la differenza, la si estremizza per vedere se l'amicizia resiste, l'amicizia finisce.
Come quando i fidanzati capiscono che le cose cambiano, si estremizzano i comportamenti, il filo si spezza.
Del resto, se uno va al Club Med con i suoi amici Morfeo, Mancini, Nesta & Maldini, non puo' isciversi al torneo di calcetto con loro.
Per questo Deslauriers nell'Educazione Sentimentale a tratti desiderava il fallimento di Frederic, perché altrimenti sarebbe stato di livello troppo elevato rispetto al suo e non sarebbero + stati amici.
E difatti chi vince la lotteria divorzia.

I fenomeni di aggregazione tra individui, risentono degli stereotipi culturali più grezzi e dozzinali. Le categorie che stanno alla base di una scelta di frequentazione, si possono in linea di principio ricondurre all'idea di "somiglianza", in ogni sua forma. Dall'asilo a salire, fino alla pensione, l'individuo cerca la condivisione nel simile. Fin qui nulla di strano.

E' nel rapporto col dissimile che si annida la povertà animalesca presente in ogni relazione umana. Il rapporto col dissimile è sempre implosivo, teso, insincero.
...
La somiglianza si va a ricercare in tanti aspetti: lo status sociale fino alle medie (frequentazioni imposte), la coolness fino alle superiori, l'affinità intellettuale, abitudinaria o etica a partire dall'età universitaria; a seguire: la condivisione del proprio mestiere in età di formazione professionale; ancora lo status sociale in età adulta e più che adulta.

Non è interessante notare le categorie che stanno alla base della ricerca del simile; per quanto stereotipate in modo molto rigido e infantile, rientrano ancora nella norma, nella prassi abituale pressochè per chiunque. E' invece estremamente interessante notare come si manifesta il rapporto col dissimile, con l'altro.

Alla base dell'idea di diversità, c'è soltanto una cosa: disprezzo. Disprezzo gonfio, acceso, quasi tormentato. Tra ricchi e indigenti sarà sempre difficile la stima reciproca basata solo sull'estetica interpersonale.
...
Quello con la musica mi sembra un parallelo interessante: molti hanno un genere prediletto. (Si consideri il momento, più o meno lungo, tra un cambio di gusti e l'altro.) Allora c'è chi ascolta solo classica, ritenendolo il genere più bello, al di sopra di tutti gli altri. Pare strano, a chi piace la classica, che ad altri possa non piacere. Alla superiorità di un genere, viene associata la superiorità della categoria di ascoltatori. La classica piace solo a gente di un certo livello come me, gli altri che adorano altri generi sono individui banali e privi di interesse. Lo stesso discorso si applica ovviamente a ciascun genere. C'è il punk, la house, la techno, l'hip hop, la new age... Ogni genere veicola il seme dell'intolleranza, in quanto ogni genere corrisponde ad uno stereotipo umano, che a volte, a seconda delle circostanze, può influire sulle nostre frequentazioni.

Ho parlato di musica, perchè all'interno dei generi si possono riconoscere facilmente delle tipologie umane molto comuni e basilari: dal borghese al punkabbestia, passando per l'artista, il critical mass, il fighetto ecc.

La diffidenza con cui ci si scruta tra categorie umane, è foriera di una considerazione molto amara: ognuno ha le sue categorie, i suoi metri di giudizio.
Ognuno ha i suoi fantasmi.
Ognuno ha i suoi poveri.

E, ancora oltre: ognuno ha una sua categoria di "sfigato", dalla quale è ovviamente escluso.
Nessuna, dico nessuna di queste categorie è "libera", come giudizio, come attribuzione. Il pupazzo vede solo pupazzi. Al pupazzo è comunque salvata l'autostima, sempre e comunque, la sicurezza dell'appartenenza.

Questo è alla base dell'associazionismo di basso livello: CL, il Rotary, la P2, i centri sociali.

Riccardo Mauri

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domenica 5 giugno 2005
  Week-end vol. II
Oggi il tempo libero rappresenta il 27% del nostro tempo, contro il 7,8% cento anni fa.
J.W. STILL, Geriatrics

E' iniziato lo svacco estivo. Il sabato del villaggio. L'autostrada. Canzone per un'amica. Il degenero. 6 del mattino, brioche & cappuccino. L'abbronzatura. Acqua gym. Su le mani. Schiuma party. Buttafuori. Disco. Tutti in pista. Conoscere gente nuova. Sentire nuove storie.
Perché il tempo bisogna pur occuparlo in qualche modo.
Perché qualcuno bisogna pur conoscerlo, con qualcuno bisogna pur parlare.
Sarebbe bello potersi ritenere al di sopra / al di fuori di queste cose.
Perché comunque incontrarsi / trovarsi è sempre un vendersi / prostituirsi.
 
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