Contadini

Grandinata epocale.
Tra poco, quando inizierà a spiovere, il cuore traboccante disillusione e speranza, i contadini saliranno il Bricco Cremosina, per vedere lo stato dei grappoli.
Come andare a vedere i tabelloni degli scrutini liceali, o lanciare il programma che stampa le fatture.

In ogni passo che lasciano nel fango della vigna, muore una parte di loro, quello che avrebbero potuto essere e non saranno, il liceale che va a vedere i tabelloni, il consulente che lancia il programma.
Essere giovani vuol dire poter pensare di
essere tutto.
Diventare adulti è accettare di essere solo qualcosa di quel tutto, e convivere con l'infinita tristezza che dà abbandonare parti di sè nell'aut-aut della vita.
Gli eterni trentenni preferiscono continuare a
essere niente, per poter ancora sperare di essere quel
Tutto che non saranno mai.
Uno immagina per i figli tutto, e poi i figli diventano sempre qualcosa di diverso da quello che si immaginava.
Un figlio down rimane
niente e per questo è
tutto, è eternamente figlio e in quanto tale non delude i genitori, ripaga l'enorme sconforto e le fatiche che avere un figlio down comporta.

I figli dei contadini rimangono in campagna, e poi non trovano donne perché le donne non vogliono rimanere imprigionate nei filari del Bricco Cremosina, e allora discendono la collina delle loro aspettative e sposano badanti rumene, peruviane.
E così le stagioni si susseguono, al battito del cuore ogni volta per un povero sorriso o una grandinata.

Etichette: asti, verita
La Madonna di Acerra era Megan Gale e le si materializzarono le infradito ai piedi

Perché comunque la realtà è facilmente intelligibile: nei quartieri vicino alla ferrovia non incontri mai ragazze carine, sul lato passeggero delle audi decapottabili invece sì (e di solito i quartieri vicino alla ferrovia è zona di puttane, ma non c'è mai nessuno che va a puttane con l'audi decapottabile).
E' poi la società che, per fini di progresso che sono eteronomi alla società stessa (come gli interessi della multinazionale travalicano quelli di qualunque suo impiegato, eppure sono loro che la costituiscono, una moltitudine di persone una sull'altra, che finiscono per costruire un'altra persona-non-persona come nel folklore spagnolo o nei disegni di John Bolton), ha interesse a mantenere nascoste queste evidenze (e da qui il concetto di
povero del Deboscio), oppure a dare speranze una tantum, che non smentiscono ma confermano, come il gioco del lotto.
Perché effettivamente chi vince al lotto poi divorzia e si cerca una donna meglio, e la società si è
nutrita del sogno di vittoria di chi non ha vinto.
In questo processo di reverse engineering, non stupisca leggere gli schemi della società come schemi societari, o la vita come il ciclo di vita di un prodotto nella
matrice BCG, fare comunicati entusiastici quando si torna dai parenti in meridione come una qualunque trimestrale di un gruppo finanziario, o portare i libri in tribunale per bancarotta come si divorzia dalla moglie, bancarotta non sempre e non solo emotiva.
Chi vende chiodi o martelli, la gente fa caso ai soldi ed è pronta a girare tre ferramenta per spuntare il prezzo più basso.
Chi vende sogni invece, nessuno bada al prezzo; sono + remunerativi ma anke + difficili da piazzare (per entrambe le ragioni nella colonna dei google adsense ci sono quasi sempre annunci di agenzie interinali o matrimoniali, per lavori & amori interinali).
Il vantaggio competitivo è chi invece dell'oggetto ti vende il servizio, il sogno e chiodo & martello per inchiodare il sogno alla tua croce: Gesù era da condannare per aggiotaggio, ma comunque un buon broker e la religione un ottimo investimento, un'
opzione call su un evento futuro che non può essere smentito in questa vita.
Etichette: cronaca
Esame di inglese da Smooth

Etichette: milano
C'è da dubitare delle persone che non hanno dubbi
Etichette: aforismi
Non ho mai capito perché Rimbaud è andato in Africa. A fare cosa? Se io ero Rimbaud, mica ci andavo in Africa.
Paolo & Marina: il fiore dell'amore, il miele del diavolo
Non mi fossi fermato nella lettura del manuale di sceneggiatura della Hoepli a come si scrive il soggetto, scriverei la sceneggiatura intera di questo film che ho pensato. Invece mi fermo al soggetto. Il film ripercorre la storia d'amore tra Paolo Frajese, il conduttore del tg1 ormai morto, e Marina "Lotar" Hedman, sua moglie svedese.
1968: la contestazione alle porte e l'immobilità della Roma papalina, Paolo (interprete: Giulio Scarpati) è sospeso tra modernità e tradizione, tra basettoni e maglione di lana fatto dalla mamma. Don Franco (interprete: Ennio Fantastichini) lo attende nel suo ufficio in Vaticano, lo aiuterà a vincere il concorso in Rai, a scapito di un telecronista contestatore. Don Franco è la sua guida spirituale, il suo esempio lo guida anche nei momenti di difficoltà.
1977: Paolo conduce il programma per ragazzi Apriti Sabato, e sente di voler avere una famiglia anche lui. Il suo vecchio confessore, il vice di Don Franco, gli spiega che quando arriverà il vero amore, sentirà le campane. Le ragazze con cui esce Paolo sono ragazze di campagna, parlano ciociaro, quando le porta alle feste Rai si vergogna. Una sera, a casa di Boncompagni, sente parlare delle disinibite donne svedesi. La sera dopo, un film in cui Alberto Sordi va in Svezia a scopare. Paolo si tormenta, si confessa e si riconfessa, e dopo l'ultima confessione prende il volo per Stoccolma. Le donne sono tutte belle, tutte sorridono, non hanno le unghie sozze della terra dell'insalata. La + bella di tutte, al centro della pista, con la luce che le illumina il volto. E' Marina (interprete: Antonella Elia). Quella notte l'amore.
1977, Natale: la messa di Natale in Rai, la officia Don Franco. Parla dell'amore eterno, della purezza del donarsi. Marina ha il visone comprato con lo scatto, è bellissima e tutti l'ammirano. Il direttore prende da parte Paolo: sarà lui a leggere il tg delle 20.
1978: Paolo torna a casa, dopo l'assalto ad Aldo Moro. E' stravolto, ha pieni gli occhi di quel sangue, della barbarie delle br. Piange tra le braccia di Marina, il suo seno nudo lo riporta alla tranquillità dell'infanzia. Gli racconta delle paure dei bombardamenti, di quando scappava nei rifugi e sua madre per calmarlo gli raccontava una favola di Amedeo Nazzari pilota che li avrebbe protetti. Ora si sente protetto come allora. Marina guarda l'ora sulla sveglia. In lontananza si sente il rubinetto gocciolare. In quell'abbraccio e in quel suono d'acqua, Paolo si addormenta felice.
1978, Estate: L'idraulico è già venuto quattro volte questo mese, eppure la doccia ancora non funziona. Il direttore lo ammonisce: chi non si lava perde gli amici.
1978, Autunno: Tornando a casa, Paolo trova Marina a letto con l'idraulico. Paolo piange disperato, Don Franco convince la coppia a seguire un percorso di riscoperta del Cristo con un pretino arrivato da Bergamo.
1978, Inverno: Don Franco scopre Marina spompinare il pretino. Ricatta Marina, la costringe a un rapporto anale. Il pretino, disgustato dal suo padre spirituale, si unisce agli Indiani Metropolitani, predicando il sesso libero.
1979, Estate: La crisi sembra superata. Siena è bellissima, la prima telecronaca del Palio dell'Assunta. Marina è radiosa, sembra di nuovo innamorata. Nella notte, infatti, mentre Paolo ripeteva i discorsi con il registratore, il suo primo amplesso con un cavallo. Ora ha scoperto che c'è qualcosa oltre il dai e dai di Paolo. Alla radio, Claudio Baglioni canta disperato "La vita è adesso", e Marina non vuole che la vita le sfugga. Accetta di girare "La besta nello spazio".
Paolo lo scopre un giorno, quando i colleghi sghignazzano di fronte alla programmazione dei cinema sull'ultima pagina del Messaggero.
1980: Paolo non compra più il giornale. Ora che Marina non c'è più, non vuole sapere che tutti, eccetto lui, possono vederla all'Orfeo in "Con la zia non è peccato", "Chiamate 6969: taxi per signora" o "Attenti a quelle due... ninfomani".
1980, Estate: Paolo è a prendere la grattachecca con una brava vedova che gli ha presentato Don Franco. Passeggiano lungo il Tevere.
Su un muro, la pubblicità di "Peccati di giovani mogli". Paolo ha un accesso di ira, si butta contro il manifesto per strapparlo. La vedova è impaurita. Le unghie di Paolo sanguinano, ma alla fine strappa il manifesto. Sotto, il manifesto di "Quella porcacciona di mia moglie". Paolo strappa anche quello. La vedova scappa a chiamare le guardie. Paolo riesce a strappare anche quel manifesto, ma sotto c'è "Marina vedova viziosa". Paolo è in ginocchio, piangente, con le sue mani sanguinanti al cielo.
1981: Squilla il telefono, la perpetua bussa alla porta di Don Franco.
- E' il direttore del tg1!
Don Franco sta facendo zapping con il videoregistratore che gli ha portato Don Johnston dagli Stati Uniti: un po' Paolo che legge le notizie, un po' Marina con Rocco Siffredi.
- Arrivo, un attimo...
Buonasera direttore, tutto bene? La sua famiglia? Sì, bene, sono contento...Senta, questo conduttore...Senta, ma si immagini che associazioni possano nascere...Cioè, anche lei immagina...uno vende la faccia di questo Frajese e pensa al culo della moglie che ha visto la sera prima...insomma, son cose che...
1994: Paolo è a Parigi, inviato speciale, dopo che l'han rimosso dalla conduzione del tg1. Paolini, un cretino che gira con una catena di preservativi, lo infastidisce, lui lo prende a calci in culo.
Marina, sta cenando con quattro negri, e vede la scena, riscopre la purezza e l'amore che le fece battere il cuore, una sera di tanti anni fa. Da suo figlio si fa dare la videocassetta. Certe notti che si sente sola, la guarda. Chiama Robert Malone, che le venga a fare spanking, mentre lei osserva il vecchio, rude, pieno di amore, Paolo.
2000, Estate.
Marina scrive, una foto di Paolo sul comodino. Paolo è morto. Marina scrive sul suo diario "Lui a modo suo, io a modo mio, ci siamo sempre amati. E ora ci ameremo per sempre"
FINE
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Unhappy Hour: the Pearl Experience

Unhappy Hour crespucolare di T-la, questa sera.
Crepuscolarmente, solo il futuro e il passato, il presente esistente in funzione di futuro rimpianto.
(Realisticamente invece,
non c'è passato, non c'è futuro né tempo, ma solo un semplice esistere).
Io purtroppo, per mancanza appunto di tempo, ero l'unico senza una poesia da recitare.
Cerco di sdebitarmi con i gentilissimi altri crepuscolari che mi hanno letto le loro, con una poesia della mia crepuscolare preferita, Laura Pausini.
Partirò quando dorme ancora la città
Nell'aria fresca con la macchina che va
Chissà se ci sarà quest'anno
Quel ragazzo in discoteca al molo
Come pirati che si appostano nei bar
Ragazzi mettono il tuo cuore in trappola
C'è musica che va nel buio
Chiudi gli occhi e cadi dentro a un guaio
Baci che si rubano
E la pioggia su di noi
In questo mare dire
Amore è una bugia
Che vola via innocente
Voci che si giurano
Di non lasciarsi mai
Su quelle spiagge
Giorno e notte più affollate
Che in città
Il sole con gli occhiali scuri se ne andrà
E il gioco antico degli sguardi inizierà
Le compagnie che fanno tardi
La mattina in spiaggia siamo zombie
Questi tramonti che non scorderemo mai
Quanti maglioni messi sulle spalle e poi
Quelle carezze sulla sabbia
Sono un faro accesso nella nebbia
Baci che si rubano
E la pioggia su di noi
In questo mare amaro
Amore di un addio
Che fugge via per sempre
Voci che si giurano
Di non lasciarsi mai
Ma già le spiagge sono vuote
E questa estate
Se ne va
Ora che la vita è stretta da questa realtà
Per tutto un anno il cuore aspetta solo quella libertà


Etichette: labranca
E poi volevo scriverti per passare ancora qualche minuto con te.
Che queste lacrime che adesso lasciano gli occhi per cadere, ti hanno dentro, 6 il loro dna.Etichette: amore
Estate 05
Le 10 località turistiche + povere10)tarifa
9) santo domingo
9) miami
7) mykonos
6) salento
5) kenya
4) porto cervo
3) sharm
2) formentera
1) ibiza
De Ibizasu ibiza mi si tira per il cappotto, avrei preferito evitare
innanzitutto i tedeschi froci che ci sono a luglio sono molto piu' interessanti dei napoletani di agosto
e già questa premessa secondo me è fondamentale
personalmente ti posso dire che i mafiosi che hanno in mano le principali disco sanno il fatto loro. vendono bene e a caro prezzo un prodotto valido
lo spaccio è gestito bene, la polizia è corrotta, zero "selezioni" alla milanese, musica oggettivamente valida, che piaccia o no (parlo di space alla domenica nella sala interna, della serata cream all'amnesia con gente come tiesto. non di schiuma party o roger sanchez o simili merdate)
poi è ovvio che chi va al pacha al made in italy è un morto di fame (tra l'altro la massa sono gli sfigati da formentera che arrivano in blocco col traghetto. un esercito di magliette sweet years..), anche perchè di solito lo fanno per poter dire a settembre di essersi devastati a ibiza..
il discorso è che se al tocqueville tiri per sbaglio una spallata a uno scoppia l'inferno. che poi voglio dire scoppiasse almeno una rissa seria, invece qua abbiamo il vizio di chiacchierare molto, minchia esci fuori etc. e poi i conigli non combinano un cazzo
a ibiza se tiri per sbaglio ballando una gomitata a uno, quello ti porge il bicchiere per farti fare un sorso
la gente lì va a ballare, almeno è coerente
qua se uno dice andiamo a ballare in realtà è solo l'after della sala lettura della cattolica o della statale o della bocconi
qua si va a ballare per socializzare
non a caso i pr esistono solo qua (almeno come li intendiamo noi)
Cosa dire dei posti dove vanno gli altriA [nome di località turistica ] io ci sono stato nei primi anni [decade attuale - 10], quando ancora c'erano solo [particolarità turistica del luogo], l'ambiente era intatto, [zona turistica di nuova costruzione] non esisteva e le migliaia di poveri che ci vanno ora andavano a sbroccarsi in riviera.
Come stanno le cose ad AstiNon c'è niente da fare: questo è l'anno del Mojito al Caffelatte. Il locale è piccolo, il mangiare gnegne, però è così.
Che dire ancora?
Buone vacanze a tutti, mettetevi il preservativo prima di scambiare le siringhe, e speriamo che quest'estate passi presto!
published courtesy of Deboscio FactoryEtichette: buffo, hype
chissà se Bono Vox ha beccato ieri sera
Dicevi?
No, dai, mi interessa.
Adesso mi siedo qui buona buona e ti ascolto.Etichette: foto
SAA EXPERIENCE
dov'ero nel 1999/2000?
mentre preparavo l'ultimo sforzo per ottenere il titolo di dottoressa, altri, sicuramente più fortunati di me, imparavano lo scibile umano, il business e l'administration, alla scuola di amministrazione aziendale di Torino.
Altrimenti conosciuta come SAA, si divide in 2, quella dei piccoli e quella dei grandi.
Quella dei piccoli è destinata a quelli un po' gnuli che escono dal liceo con voto modesto e hanno comunque velleità di management (parola che piace perché piace sempre inglese e perché avvolta in quell'aura di mistero che crea la sua pronuncia) oppure a quelle zucche mezze vuote dei figli di papà con azienda in prepensionamento, dove il papà ricco e scaltro capisce che è meglio spendere tutti sti soldi in una botta che per lo meno assicura un titolo sicuro, piuttosto che iscrivere il pargoletto a economia, visto che sa che non potrà mai finirla.
Perché il diploma SAA costa.
Quella dei grandi è destinata a cervelli che hanno già maturato la laurea.
Tra i grandi si distinguono quelli che la fanno perché dopo un po' di esperienza lavorativa vogliono fare il salto (0.00001%) e quelli che nati con la vocazione del manager, pensano che dopo una laurea in giurisprudenza ottenuta in 9 anni, il master sia the right way to success e uno stipendio che li distingua dagli altri.
Conosco molti ex saa (il mio vate in primis).
Ma soprattutto conosco molti ex saa dell'anno accademico precedente rispetto a quello che ha diplomato il mio vate e ho la fortuna, da un anno di poter assitere ai loro raduni annuali a base di birra, droga e sesso (il rock and roll è sostituito da radio vega e i suoi hits un po' tamarri).
La festa in questione quest'anno si è svolta nella nuova casa con piscina di LC, noto imprenditore nel settore del marketing sportivo.
Molti moltissimi gli ospiti.
Tutti gli ex masterizzati che dopo 5 anni di delusioni ora possono parlare dei loro meritati successi lavorativi.
Sono tutti un po' delusi dalla Saa, soprattutto dal placement che non li ha piazzati o li ha piazzati con uno stipendio troppo basso.
Sì perché uno SAA crede davvero che senza esperienza sul lavoro il suo titolo possa fare la differenza.
Sembrava di essere sul set di Compagni di scuola.
Si parla sopratutto di marketing ("io che ho una certa esperienza di marketing posso dire che i prodotti lancome non hanno un buon rapporto qualità prezzo"), di moda (la bionda con la maglietta blonde with a brain ci dice che in america la sua maglietta si trova OVUNQUE),
di sporco lavoro ("diventerò il prossimo fausto tonna"), di gossip (fonte vip mese: "certo che sta qua che sta con giucas casella è proprio zoccola").
Verso sera tutti ubriachi ballono, bevono e si buttano in piscina, 2 coppie si infrattano sul canotto che gironzola in piscina subito soprannominato LOVEBOAT, qualcuno vomita, nessuno dorme.
Si crea una coppia che durerà una notte, un ragazzo alla frutta decide di farsi proprio la tipa con la maglietta con la scritta FRUTTA, il mio occhio osserva, segna, ascolta.
Per fortuna mi perdo la notte ammucchiata in villa. Ma domenica si replica. Tutto uguale, stessa spiaggia, stesso mare, stessi costumini succinti, stessi uomini con la pancia e noi donne con i nostri difetti e la nostra cellulite.
Il sole scema all'orizzonte, la piscina è solo più un letto gigante che riflette la collina di moncucco, gli amori svaniti, l'alcol e il fumo hanno lasciato solo un po' di stanchezza.
L'autostrada riporterà, oggi, tutti al proprio posto di lavoro.
Si deve fatturare.
Via Fiori Chiari
Oggi sarà l'ultimo giorno che andrò in Via Fiori Chiari.
Già mi manca.





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La morte di Marat

Etichette: deboscio
chicca del giorno
"nella morra cinese della vita figa batte sempre amicizia"
antico proverbio astigiano
casa del grande fratello
entreranno: lo sportivo, il teenager, l'insegnante, il quarto uomo.
la %di sfiga è direttamente proporzionale alla distanza del luogo di nascita della fidanza e inversamente proporzionale al pil della nazione da cui proviene
La verità è triangolare

La verità, come Dio, come il sesso femminile, è triangolare.
La verità è assoluta, sovversiva, sola è posta al vertice della piramide, ogni compromesso scivola sulle sue pareti.
La verità si riflette nella struttura della società, la piramide consulenziale, o dei parrucchieri, o delle storie d’amore.
Ieri, tra consulenza & amore, sono andato a tagliarmi i capelli da Intrecci.
L’hair-dresser mi spiegava che, come da me c’è il Consultant, il Senior Consultant, il Manager, e infine il Partner , da lui c’è l’Assistant, lo Stylist, il Top Stylist, l’Art Director.
Up or out, o cresci o esci, in assenza di crescita, l’uscita, outplacement.
Gli sconfitti sono funzionali ai vincitori, lavano i capelli e fanno il lavoro sporco sul progetto, costano poco, i loro sogni di comunque farcela anche se non ce la faranno portano avanti l’azienda.
E allora c’è anche il ragazzo innamorato, il fidanzato, il marito, il padre.
Le donne non sono oblique come gli uomini, e questi passaggi li hanno ben presenti, come la verità non scendono a compromessi.
Up or out, e gli step devono essere compiuti secondo le tempistiche: i vecchi nel privé dell’hollywood con le tipe giovani mettono tristezza, loro e le ragazze, perchè entrambi cercano di ottenere cose fuori dal tempo giusto. Non sono felici, come non lo sono le rockstar, che sono santi subito.
La felicità consiste nel ruotare il triangolo di 145°, la verità che diventa base della propria evoluzione, e una serie di desideri progressivi che si realizzano, non troppo in fretta, ma prima o poi, non mai.
Perchè il desiderio di miglioramento che ci spinge è riflesso della legge dell’Universo, il Progresso, per cui desiderare un lavoro sempre un po’ migliore di quello che valiamo, una moglie sempre un po’ più bella di quello che siamo.
La tendenza al miglioramento è un equilibrio difficile da perseguire, cui arrivano solo i migliori , ed è perlopiù base dell’infelicità: nel tendere agli obiettivi progressivi, se si arriva a un obiettivo/livello che non si riesce a raggiungere, l’up or out della vita, la caduta e lo sconforto, l’abisso.
La rupe tarpea, la tromba delle scale: due facce dello stesso processo evolutivo.
Filippo Radicali ha preso 18 in Teologia
Io gli ho detto che secondo il teologo francese charles peguy, la madonna era la reincarnazione di cristo. non ne ha più voluto sapere, ha preso lo statino e ha scritto 18.
tempi moderni
le rivoluzioni di oggi hanno un difetto: non riescono.Joseph Roth - La cripta dei cappuccini
Asimmetrie informative
Il senso della vita non è nell’esistenza / inesistenza di Dio, ma nel suo non esserne a conoscenza.
Se conoscessimo il valore della nostra vita, non vi investiremmo.
La verità è bellezza, e la bellezza è dolorosa, perché radiosa illumina la nostra nudità di fronte all'amore, la nostra inadeguatezza.
Di fronte all’abisso, il desiderio di lasciarsi precipitare, quando il sogno è ancora vivo, e lo guardiamo sopraffatti dall’amore e odio che dà il sogno e l’impossibilità di raggiungerlo, ora che, come sempre, è l’unica cosa che desidereremmo, e al tempo stesso non è lui a sopraffarci, ma è solo l’ultimo di tutti gli sbagli e le sconfitte precedenti che si accumulano.
Oppure, affrontare la sfida, frasi e sguardi, fino a trasformare l’amore in un furto con destrezza, perché altrimenti arriverà qualcuno che mentirà ancora più di noi.
Provarci come tutti sperano di farcela e (si) perdono, e poi, con il passare del tempo, il rimpiangere di aver creduto, fino al voler non essere nati. Cesare Pavese, oggi 8 luglio di 55 anni fa, era per l’ultima volta alla Piana del Salto.
Tra un mese, si uccise per amore di Constance Dowling, ma nemmeno per quello, come ebbe modo di scrivere.
Interrail
Attraversare lo spazio eccita il tempo. è così che il viaggio riproduce l'esperienza sessuale. la progettualità del viaggio è temporalità squisitamente soggettiva, espansione indefinitiva, emendata di ogni impurità di gretta consistenza. lì rimane però infruibile. la proiezione concreta del viaggio lo rende eccitante. lo strofinio tra spazio e tempo, la continuata frizione, l'attrito tra la ruvidità a grani grossi della realtà e la liquidità densa del progetto temporale, trova nel raggiungimento della meta una coincidenza oggettiva, un corrispettivo del coito. squarciare l'imene sapziale mi eccita. perchè è ogni volta di nuovo vergine. la penetrazione del tempo nello spazio ha il suo orgasmo nella soddisfazione della nuova partenza, dell'arrivo come possibilità di successivo inizio. la seduzione della ripetizione. il fiato lungo e alto del post-orgasmo è la consapevolezza della contemporaneità puntuale della soddisazione di un tempo che è nostro con uno spazio che abbiamo fatto nostro. è per questo che seppure analogo del rapporto sessuale il viaggio ha un che di bicontatto onanista, della soddisfazione masturbatoria resupina, eminentemente privata, intima. come le scatole del trasloco.tratto dal tema di maturità di Sushi & Champagne
...e poi ci troveremo come i travet, a raccontare storie ai meeting,
oppure non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi kpi...
La braja, la discoteca e la parrocchia
La % di probabilità che una ragazza sia una stretta osservante cattolica è inversamente proporzionale alla sua bellezza.
Gli usi fanno la legge, l'occasione l'uomo ladro, la mancanza di occasioni la donna virtuosa: una tipa carina perde prima la verginità perché c'è più gente che gliela batte.
Ed ecco che allora la ragazza ignorata e costretta nell'angolo, fa quello che consigliava sempre il prof. Calliano per quanto riguarda i contratti: trasformare il vincolo in vantaggio competitivo, e la verginità coatta in una sorta di posizionamento, un premium price per fare branding.
Del resto, è la natura che consiglia, anche se crediamo sia il nostro libero arbitrio.
In provincia di Asti, uno dei peggiori ristoranti si chiama La Braja, ed è anche uno dei più cari. La gente ci va perché, dato il prezzo, si aspetta chissà che, e invece no. Ci si va una volta, per sbaglio; se abbassasse il prezzo, sarebbe peggio: il prezzo alto è la sua salvezza, come l'ostinazione della vergine cattolica, il desiderio di espugnarla finalmente.
Alla Braja fanno cucina siculo-piemontese, e a volte cucinano anche le cozze.
Per cui, la parrocchia è la discoteca delle cozze.
Le ragazze cattoliche la frequentano per pregare, sebbene avrebbero da ringraziare Dio molto meno delle altre, e lì conoscono altri maschi reietti, con cui fonderanno famiglie che cresceranno nella stima reciproca e basate su pietose menzogne.
E quindi, alla fine, la parrocchia assolve proprio la funzione della discoteca per chi in discoteca è condannato alle piglie di bordo pista.
A dimostrazione che viviamo davvero nel migliore dei mondi possibili e ogni cosa è al suo posto.
Nathan Morello all'imbarchino
“Vivace e flessibile saltimbanco d’atmosfere musicali”, così si descrive e forse definizione non poteva essere più azzeccata.
Nathan Morello è una giovane promessa della scena cantautorale torinese, già protagonista di alcuni spettacoli e soprattutto recente vincitore, nel 2004, del primo premio del concorso per la canzone d’autore promosso dall’Assessorato della Cultura della Città di Olbia “Sonorità Elettive” con la canzone
Non Pensare alle Sciocchezze dell’Amore.
Nathan Morello si esibisce all'imbarchino stasera, in un concerto tutto soul, funk e ritmi caraibici, ai quali si alternano sonorità più intimiste.
Fame coacta vulpes alta in vinea uvam adpetebat, summis saliens viribus.
Quam tangere ut non potuit, discedens ait: "Nondum matura est; nolo acerbam sumere."
stavo riflettendo sulle posizioni religiose su fecondazione artificiale, preservativo, sesso non vaginale, sesso pre matrimoniale, aborto e via dicendo. v'è un'unica spiegazione. Dio vuole che il brulicare della vita umana sulla Terra sia un interminabile archivio dei coiti. perchè questo accada dev'essere noto che (i)ogni essere umano deriva da un coito, (ii)che ogni coito dia origine a un essere umano e (iii)che siano noti i copulanti.
da qui il divieto alla fecondazione artificiale (viola la regola i, creando dei falsi positivi), quello al preservativo (vanifica la regola ii) e quello al sesso pre matrimoniale (rende difficile seguire iii). quanto all'aborto, è chiaramente tentativo di nascondere un coito avvenuto, e quindi è intrinsecamente abominevole.
l'umanità è quindi l'archivio vivente dei suoi stessi ansimi, penetrazioni, eiaculazioni, sotto gli occhi di Dio per il suo piacimento. è un elenco che perpetua se stesso, i cui elementi sono anche i suoi redattori.http://brullonulla.splinder.com/1120432287#5196812
Siamo noi la vita che fa vivere nel cuore
Questo amore incancellabile

Ci han concesso solo una vita
soddisfatti o no qui non rimborsano mai
«Avrei bisogno degli occhiali da vista. Così posso fare poco, non posso neanche leggere o guardare la tv». Ad Angelo Sacco, il killer di Bogogno, il carcere non dispiace. Anzi, ha reagito benissimo al brusco impatto con le sbarre e i cortili disadorni dell’istituto, lui che nel suo passato non aveva mai avuto una macchia. All’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, ieri in visita nella casa circondariale di Novara, l’autore della strage di lunedì scorso appare ben diverso dall’identikit tracciato dai compaesani: «E’ un tipo chiuso, un eremita, uno che non parla, sempre blindato in quella casa», dicevano. Invece, rotto il ghiaccio («Scusi ma lei chi è? Ah un onorevole, già, la sua faccia non mi è nuova»), Sacco parla di sé, del suo futuro, delle sue speranze, dei suoi piccoli e grandi problemi, mentre affronta, con un certo ottimismo, la sua nuova vita dietro le sbarre. Eccolo lì, in braghette corte beige, una sdrucita t-shirt verde acqua passata dall’amministrazione.
Lo spiega compito, la voce monocorde, senza alcun accento, con un eufemismo quasi ironico: «Sono uscito di casa un po’ di corsa, senza niente, e non ho ancora ricevuto nulla dai parenti». Addio alla polo verde, ai pantaloni di tela cachi con le Timberland di cuoio chiaro. «Sembrava un gentiluomo di campagna», disse un ufficiale dei Gis subito dopo l’arresto, alla mezzanotte di lunedì, mentre nell’aria c’erano ancora i gas irritanti esplosi dai carabinieri. Ora ha le scarpe da ginnastica bianche. I capelli brizzolati sono lavati di fresco, i baffetti sale e pepe maniacalmente curati. Molto abbronzato.
«Sacco, come va?», esordisce Borghezio. «Beh, se avessi gli occhiali andrebbe meglio. Potrei rendermi utile a qualcosa, a qualcuno. Così, ogni movimento è un guaio, una sofferenza. Ho chiesto alla direzione, mi hanno detto che non ci sono problemi, basta che i miei familiari me li facciano avere. Sa, ne ho proprio bisogno».
Invece dell’isolamento, constatato l’assoluto stato di serenità del pluriomicida già dalle prime ore dopo il blitz, i responsabili hanno deciso di inserirlo subito nella comunità della casa, una serie di fabbricati che sfiorano i quartieri residenziali del centro. Decisione coraggiosa ma davvero azzeccata, per ora. Sacco è ospite di una cella a due posti, con un letto a castello. Lui è in quello di sotto. Sopra, c’è il suo compagno di sventura, Enrico Lazzara, accusato dell’omicidio della moglie, Alda Vavenotti, condannato a 18 anni di carcere. Un delitto, come si dice, efferato: la donna fu uccisa con una mazzuola di legno. Lazzara ha confessato e adesso fa il bibliotecario. E’ un appassionato di libri. Enrico ha accolto Angelo con simpatia, ed è subito nato un feeling un po’ speciale. «Sono pronto a dargli una mano, con i libri - ha spiegato Sacco -, basta però che mi mettano in condizione di poter far qualcosa di utile qui, anche per gli altri».
E la strage? «Non ne parla. Dice “il fatto”, “l’episodio”, “le circostanze”. Mette le mani avanti e si blocca bruscamente». «Per piacere, non voglio dire nulla di quelle “cose”: non sono ancora pronto».
Va bene, allora parliamo d’altro. Cosa si aspetta, adesso? «Dedicarmi ai miei studi tecnici. Io sono stato un perito informatico di ottimo livello. Ho lavorato per l’Aermacchi, dove mi occupavo di software militari. Poi, per molti anni, ho fatto il consulente per un’importante azienda di computer di Milano. Ho fatto anche il tecnico commerciale, ho viaggiato in tutto il mondo, io... Ho fatto corsi di aggiornamento di informatica negli Stati Uniti». Insomma, ci tiene a far sapere che il suo curriculum è di prim’ordine.
Borghezio gli suggerisce di aiutare i giovani detenuti nello studio dei computer: «E’ una buona idea, io sono disponibile, se la direzione è d’accordo, potrei dedicarmi all’insegnamento».
A Bogogno lo ricordano passeggiare da solo, silenzioso, con sottobraccio il suo amato «sovrapposto» aperto, in sicurezza. Altro che la vita assurda nell’alloggio soffocante al secondo piano della villetta di Bogogno, dove si era autorecluso per un anno e mezzo a meditare sul fallimento del suo sogno, quello di avere un’azienda tutta sua, a Varese, nel settore appunto dell’informatica. Morale: bancarotta e sequestro pure della casa di famiglia, dove abita anche l’amatissima anziana mamma. Un incubo. Da esorcizzare con la strage.
Ieri mattina alle 13 stava guardando interessato la partita di calcio, valida per il campionato dei detenuti: «Mi hanno già chiesto se voglio giocare, ma preferisco fare l’arbitro, mi sa che son troppo vecchio per il pallone. Adesso mi propongo. Vedremo nei prossimi giorni». Uno s’immagina: sono passati quattro giorni dalla strage di Bogogno e sicuramente il killer s’è pentito. Chissà, magari la notte avrà gli incubi, penserà a quel povero motociclista ucciso così, tanto per far numero. O avrà, impressa sulla rètina, l’ultima immagine di Giampiero, il carabiniere quasi amico, massacrato senza pietà, trasformato anche dopo morto in un bersaglio per i suoi pallettoni. Ai bimbi di pochi anni rimasti orfani, alle persone che resteranno invalide per sempre. Invece no. Ha già sostenuto tre colloqui. «Mi è stato molto utile vedere il cappellano del carcere. E’ una persona che ha una grande esperienza, una grande umanità. Io sono un credente, anche se non andavo spesso a messa, non più di una volta all’anno, credo. Bene anche l’educatore. Pessimo l’incontro con lo psichiatra. Quello voleva darmi dei farmaci, dei calmanti, chissà cosa. Io sto benissimo, non ne ho bisogno. Quel signore non lo voglio più vedere. Assolutamente». Il tipo di Bogogno aveva tentato, aveva sperato, aveva fallito, poi aveva fallito un'altra volta.
Poi, rimasto esposto al suo fallimento, ha sparato, ha ucciso, si è vendicato, e finalmente lo sono venuti a prendere, e lo hanno portato nella città dei falliti, dove finalmente non è più nessuno contro tutti.
La serenità.
Lui è contento ed è tranquillo, e magari non importa di quelli che sono morti.
Uno guida sull'autostrada, magari è + o - felice, magari è + stanco, poi si sveglia ed è paralizzato.
La vita non è ingiusta, anche se a certi lo sembra, è soltanto così.