E' difficile scendere a compromessi con la scarsità postbellica di quello che effettivamente si può fare o non si può fare. Non c'è molto da fare per sembrare interessanti. C'è la competitività: se vuoi piacere a una donna devi sembrarle almeno un attimo più interessante di qualcun altro. Anche il virtuale affonda nel ferale. E si ritorna al sistema di riferimento. Sistema talmente permeato dalle cose, che nelle infinite dimensioni virtuali tutto muta, nulla ha prezzo e tutto ha valore. Ed è finalmente la sega, è l'innamorarsi e sapere solo tu che lei è speciale.
Come a carnevale, il giorno in cui non esistono limiti alla creatività, il giorno in cui “io sono così, quello che avrei sempre voluto essere” non si vedono che travestimenti tristi e scialbi. Travestimenti che sanno di stantio, di cultura cinematografica e televisiva rimescolata a fuoco lento e quindi evaporata, lasciandosi dietro solo uno strato di malinconia spesso come burro bruciato.
Travestimenti che urlano a pieni polmoni “è un anno che aspetto di vestirmi così e, udite udite, non riesco comunque a stupire neanche me stesso.” E ancora “Questo è il mio meglio, affrancato da qualsiasi vincolo estetico, ma fa schifo comunque”. E’ il momento in cui il virtuale prende atto della sua sconfitta, e desideroso di salvare un briciolo di dignità si suicida lanciandosi contro la sciabola del reale.
Tutto implode, tutto collassa, tutto torna.
Sono questi i vostri sogni? E’ tutto qui il vostro mondo interiore?
Le linee della vita, che siano tracciate su una mano o tra due assi cartesiani potranno anche essere infinite, ma tendono comunque ad un gorgo, noi.
sì. nicoletti è un fine dicitore fine a sè stesso. è uno stercorario con i guanti bianchi. fa da 5 anni una trasmissione alla radio per parlare di televisione. soddisfa le istanze di intellighenzia della peggior sinistra.