dezerto zeitgeist
lunedì 27 marzo 2006
  Il Caimano
Il Caimano

Il Caimano è bellissimo.
Il cinema è un’arte che non è ancora iniziata, che sola può tramandare la complessità eteronomica di un’idea (non la letteratura, che ha bisogno di parole organizzate in ragionamento che spiegandosi accumulano un ritardo fattoriale con il flusso del pensiero) completa dell’evocatività dei suoni e delle visioni che l’accompagnano: il 99,9% dei film girati dal 1890 ad oggi sono tableaux vivants monodimensionali, fotografie di un angolino di una stanza finta; il Caimano non è ancora puro cinema, la capacità di far librare la pura idea in volo verso il sogno, ma è la vita che si vive nell’attesa / speranza di poter sognare.
Il Caimano è la vita com’è, questo tempo orientato e mosso dall’amore e dalla sua ricerca, anche se poi l’amore è così poco: Silvio Orlando ama sua moglie Margherita Buy, per lei lavora, ma il lavoro va male e così anche l’amore, perché l’amore non si alimenta senza condizioni di vita, senza denaro, e nella correlazione denaro-potere il potere è identificato con Berlusconi, rappresentato da una molteplicità di non-interpreti perché non può essere rappresentato in quanto non-persona ma figura, incarnazione della volgarità della corporeità, del desiderio di carnalità rispetto alla pretesa idealità della purezza dell’amore (Berlusconi tocca le majorettes ed espone le ballerine, sposta denaro e potere; Silvio Orlando tocca la moglie solo per amore paterno, non muove soldi e non ha potere, può fare quello che pensa e agire solo quando ha denaro, e lo ha solo quando altri glielo danno, esprime la condizione di non potersi permettere le proprie idee e di dover dipendere dagli altri, che a loro volta non sono autonomi: la Rai non si può permettere la libertà, il produttore polacco non può fare il film senza Michele Placido, Placido insegue i suoi desideri carnali, e per poterlo fare liberamente si unisce al vecchio regista cui lo accomuna la necessità di lavorare, che accomuna poi tutti, compreso Berlusconi e il finanziere.
Silvio Orlando ha idee che non si può permettere, donne che non gli concedono credito, senza amore si tormenta e non riesce nemmeno a pensare, le banche così gli tolgono credito come le donne, quando la fiducia degli altri a sprazzi dopo tanti inutili sforzi ritorna, tutto torna a funzionare, ma intanto vive in lui una sommessa e dignitosa tristezza, la solitudine e sperdutezza del pomeriggio dell’esistenza, che il tempo e la fiducia progressivamente vengono meno però deve andare avanti, perché non può fare nient’altro: la concretezza del fare solo ciò che si può fare, anche se il cuore sta per scoppiare, è l’età adulta che lo accomuna alla segretaria, che anche quando tutto è perduto dice che il film si deve fare, i due personaggi veri e positivi del film e sono coloro che dicono di aver votato Berlusconi (chi, come Moretti e la regista dice di aver votato sinistra, nel film è egoista / idealista).
E in mezzo a questo bisogno di andare avanti comunque, di investire a fondo perduto in noi stessi anche se è sbagliato perché solo noi abbiamo, il potere e la politica come componenti dell'esistenza e le frizioni che sono sfridi dello sforzo per l'affermazione, c’è l’ironia della riflessione sulla propria condizione, la seduzione con le automobili proprio dopo il divorzio, il tenero catalogo di manie tipiche da film di Margherita Buy e condensate nella scena del campo di calcio, il bisogno di credere nonostante tutto, che tutto andrà bene, che il film si farà, che si farà almeno un giorno, almeno un minuto, almeno l’aver vissuto, l’allontanarsi del finale mentre brucia un fuoco.

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Commenti:
Silvio Orlando, alias "cucciolotto" della Cenci, è semplicemente un uomo meraviglioso, e tu Dez. mi sembra che sei sulla buona strada.
Non so perchè, ma mi vien voglia di urlare eccebomboooooooooo eccebombo! Ma al prossimo di Moretti, di sicuro urlerò caimanoooooooooo!
 
Questa sera ho visto "Il Caimano": da uomo di sinistra, dico che è talmente brutto che darà voti alla destra. Il peggior Moretti che abbia mai visto, poteva risparmiare questa robaccia (soprattutto perché il momento elettorale è già delicato, e così facendo, banalizzando il tema, favorirà la destra)

Roberto
 
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