dezerto zeitgeist
domenica 26 marzo 2006
  Il dies irae di Genna
Ieri sera ho iniziato a leggere il Dies Irae di Genna, le prime 20 pagine.
Il libro è emozionante già solo comprarlo: quella massa di 800 pagine ti fanno capire che chi lo ha scritto ci ha creduto, che in retro di copertina non c'è una foto dello scrittore in posa da scrittore.

Baricco

 Tondelli

Bevilacqua

Mazzantini

Lo leggi, e ti sembra di essere seduto in un locale figo con una tipa figa che hai sempre sognato di conoscere e che conosci solo da 30 secondi ma lei ti ha chiarito che non ci sta dentro a non averti ed è ricchissima e piena di sorprese ed ha scarpe e vestiti bellissimi, e ti porterà in posti dove non sei mai stato ma dove ti sentirai sempre come se fosse la tua vita.
Genna infatti lo ha scritto parola per parola, non c'è un passo che vabbè e passi avanti, anzi ci sono delle parti anche descrittive tipo il cielo d'italia proprio belle da leggere, che di solito le descrizioni fanno schifo e le ho sempre saltate da dosto a flaubert ecc., e soprattutto pensi a manzoni quando dice del cielo di lombardia e in confronto fa pena (ok, quello faceva pena in assoluto).
Genna ti legge i giornali del 1981, romanza la realtà e l'unico difetto è che viene fuori una realtà romanzata, ovvero Pertini per esempio non risulta quello che era, ovvero un testardo dalla visione ristretta, che col tempo da sfigato nano testa di cazzo diventa un uomo tutto d'un pezzo.
Il libro inizia con alfredino nel pozzo a vermicino, e riesce a portarti lì a vivere la cosa, lo fa con la maestria di non fartela vedere e non ti fa pensare pezzo di merda scrittore sfigato che uno si crede e magari guadagni meno di un direttore di banca e stai raccontando del morto per vendere il libro peggio di un venditore di spazi seat pagine gialle, e però non ti fa imbarazzare come invece sono imbarazzanti le cose che ti fa pensare tipo che 25 anni dopo stiamo vivendo la stessa cosa ovvero scompare un bimbo rotto (Alfredino cardiopatico, Tommy epilettico), si fa ogni sforzo per salvarlo però male (l'approssimazione dei vigili del fuoco [che il capitano dei vigili alfredino lo aveva visto in televisione] come del ris di parma [che adesso c'è il telefilm dove non sbagliano]), perchè questa italia tutto cuore poca testa tanto impegno poco risultato si specchia nel voglio fare le cose, anche male, ma voglio farle io, voglio provare com'è, poi la vita mi piegherà ma voglio vivere la cosa, voglio avere un figlio, mio, in questa vita, anche malato quando sarebbe meglio lasciar perdere, e come pertini va a vermicino e fa male giovanardi dice che gli olandesi sono nazisti con l'eutanasia infantile per non dire che hanno ragione (avessi una casa di campagna tipo quelle annose cadenti vetuste antiche che si vedono sulla asti-casale farei dipingere di un nero polveroso sulla facciata la verità è fascista) perchè anche se le cose stanno così tra cento anni ovviamente l'eutanasia ci sarà, però ovviamente oggi è oggi e questo non c'entra e il libro di genna è bello perchè ti fa sentire come stessi vivendo ieri oggi come se fosse domani.
E ho letto solo 20 pagine.
 
Commenti:
UAU. (Io sono come la verita').
 
Viene da chiedersi cosa riuscirai a scrivere al termine della lettura! :)
 
nelle foto manca cavagnero
 
sto aspettando che mi mandi la foto grande
 
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