la stampa non tradisce
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200608articoli/9773girata.asp di Fabio Poletti
L'istantanea della normale tranquillità del tranquillo quartiere residenziale
Alta, bionda, bella, appariscente, un passato da ballerina, qualche modesto tentativo di apparire in televisione finito un secolo fastesso destino con la gola squarciata sul divano giù nella tavernetta, vicino al camino e al frigobar sempre pienoqui non è chiarissimo, si vorrà far riferimento al frigo del mobile bar. ma il mobile bar è roba da anni '70, non da ricchi di oggi come si vorrebbe dare a intendere (oppure si vuol far capire che i modelli di eleganza cui si ispirava l'assassinato erano sorpassati?): in un'operazione di rimandi e citazioni sottili il Poletti ci disegna una nera con note di colore degna dei migliori fumetti di diabolik.
"Stavano bene di famiglia, ma non si capiva bene cosa facesse lui. Io sono impiegato di banca."stabiliamo le distanze. ma Poletti fiuta l'intento e lo pugnala:
racconta ancora il vicino un paio di volte nel villino con la tavernetta, il soggiorno, doppie camere, doppi bagni, mobili nuovi e moderni ma niente di veramente raffinato, niente di antiquariato, niente di preziosoe qui dovrebbe scattare un'irruzione della gdf a casa di Poletti per saggiarne il gusto, con tanto di Vittorio Sgarbi che ne valuta i soprammobili.
Ma per fortuna c'è il segno di Zorro giornalistico che riscatta tutto:
locali notturni frequentati dalla Brescia bene