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Una domànda veloce, mio càro - carissimo - Sperelli, una domanda dettàta da uno a tua scelta dei cinque sensi illeggìttimi, una domanda che è anche una giustificazione per questo mio saluto, per questo abbraccio: tu ti consideri un dandy?
Insigne amico mio,
il mio stato d´animo di fronte a tali domande, poste pubblicamente, oscilla tra il divertito e l´estenuato - dacché considero a volte il dandismo come una malattia ossessiva, e dunque mi dico che, se lo fossi, preferirei comunque non esserlo; altre volte guardo al dandy con tale trepidante ammirazione che mi parrebbe una presunzione l´accostarmi ad un siffatto spirito artistico.
In questo sito sono raccolte analisi letterarie e biografiche, immagini e testi trascritti con grande pazienza ed apparente devozione; coloro che giudicano il mio lavoro degno di nota, dovrebbero anche sapere che il miglior biografo di Cristo è sempre Giuda (parallelamente, il magnifico dandy Des Esseintes venne creato da un uomo che odiava il dandismo), e che quindi l´autore non è necessariamente un dandy. Viceversa, trovando mancanze o superficialità nei miei scritti, si dovrebbe supporre che l´interesse per il vivere in maniera dandistica da parte dell´autore tralasci l´applicazione allo studio della materia - e da qui le eventuali mancanze.
Insomma, viste le considerazioni di cui sopra, credo stia più a te che non agli altri il definirmi - se è questo che ti sta a cuore!
Da parte mia, ti farò una confidenza: vivo e scrivo con lo stesso animoso e costante disinteresse. Mi interessa più il gioco, che la vincita.
E mi auguro che presto vorrai venirmi a trovare.
A presto
Andrea Sperelli http://www.noveporte.it/dandy/posta/index.php?mode=show_post&id=1148025717
la stampa non tradisce
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200608articoli/9773girata.asp di Fabio Poletti
L'istantanea della normale tranquillità del tranquillo quartiere residenziale
Alta, bionda, bella, appariscente, un passato da ballerina, qualche modesto tentativo di apparire in televisione finito un secolo fastesso destino con la gola squarciata sul divano giù nella tavernetta, vicino al camino e al frigobar sempre pienoqui non è chiarissimo, si vorrà far riferimento al frigo del mobile bar. ma il mobile bar è roba da anni '70, non da ricchi di oggi come si vorrebbe dare a intendere (oppure si vuol far capire che i modelli di eleganza cui si ispirava l'assassinato erano sorpassati?): in un'operazione di rimandi e citazioni sottili il Poletti ci disegna una nera con note di colore degna dei migliori fumetti di diabolik.
"Stavano bene di famiglia, ma non si capiva bene cosa facesse lui. Io sono impiegato di banca."stabiliamo le distanze. ma Poletti fiuta l'intento e lo pugnala:
racconta ancora il vicino un paio di volte nel villino con la tavernetta, il soggiorno, doppie camere, doppi bagni, mobili nuovi e moderni ma niente di veramente raffinato, niente di antiquariato, niente di preziosoe qui dovrebbe scattare un'irruzione della gdf a casa di Poletti per saggiarne il gusto, con tanto di Vittorio Sgarbi che ne valuta i soprammobili.
Ma per fortuna c'è il segno di Zorro giornalistico che riscatta tutto:
locali notturni frequentati dalla Brescia bene
l'emporio del pensiero debole nella località adriatica, da un lato cosmogonia estiva della libido nazionalpopolare, dall'altro una nashville formato rivieraEtichette: zeitgeist
alentejo
ciao raga tutto rego oggi ero alla praia do malhao

e le onde erano davvero fiche e il tutto era un poco mantra, a parte 'ste cose di natura davvero ultra pero' l'alentejo un'improvvisazione che non vi dico, ristoranti che costano un cazzo ma non sanno fare, e e anche gli hotel tanta improvvisazione e magari buona volonta' ma alla fine lacune da paura, pero' che invidia perche' tutto qui e' giovane e anche chiedi una multipla e ti danno delle cose tenute insieme non si sa come di plastica fina che ti viene la tenerezza e anche hanno della ditine fili e sono gentili e sorridono sempre (che magari spesso gli manca un dente! che non hanno il servizio sanitario buono e pero' mica si vergognano che gli manca un dente proprio davanti) ecco appunto io pensavo mentre mi si asciugava il costume addosso l'amoralita' dei 30enni ke hanno il cuore duro e la pelle ´+ dura (e anke l'italia ke e' + cresciuta e' + vecchia e ha il cuore + duro) e tutto quello che han gia' visto fa l'effetto ke tutto fotte + un cazzo e alla fine quel che fa piacere e' una nuotata e il vento che ti asciuga il costume e la coreografia ed anke essere solo koreografia.
ps: porto covo e' una ficata!

alla larga invece da vila nova de milfontes che ci sono i romani che affittano palazzine intere e si salutano dalle finestre hanno la guida lonely planet con scritto portogallo e quando arrivano parcheggiano bloccano il traffico e dicono
scaricamoEtichette: lisbona
6-26



soundtrack:
O mar - Madredeus
I 90 anni sono una gioia o un peso? Una noia. Mi vergogno d’averli. La vita non mi diverte più. Mi sarei ammazzato nel 2000. Avevo anche deciso la località: Waterloo. Ma te lo vedi il titolo «Dino Risi suicida a 90 anni»? Ridicolo. Mi dà noia persino il cuore a batteria. A letto appoggio l’orecchio sul cuscino e non sento più tic toc, solo sciuf sciuf, il soffio del pacemaker.
Meglio il residence dell’ospedale. Mi costa 3.500 euro al mese ma pigio un bottone e arriva l’idraulico. Spero di non fare la fine di Tognazzi. Era in clinica per problemi cardiaci. Non si rassegnava al ruolo di malato, voleva tornare a casa. Il primario, un vecchio medico col bastone, entrò in stanza e gli rivolse un discorso spaventoso: «Lei starà qui fino a quando non glielo dico io. Si ricordi che non è più il Tognazzi che faceva ridere la gente e si scopava le più belle donne del mondo. Lei ora è diventato un poveraccio come tutti». Dopo due ore Ugo morì.
Perché dal 1990 non gira più un film? Non so come ho fatto a girarne 50. Stare 14 ore sul set è una tortura. Devi continuamente dare risposte: non lo sopporto. Sono invecchiato all’improvviso, mentre passeggiavo in viale Buozzi. Scende una ragazza da una Harley Davidson, si toglie il casco, scuote i capelli, mi guarda e sorride. Ero paralizzato, innamorato perso. Lì ho realizzato che avevo 86 anni. Non bisognerebbe invecchiare. È un errore. Vittorio Gassman diceva: «La morte è un’indecenza».
linguaggi
la persona è tipo un tetris, e tutto dipende dal suo grado di inseribilità / appartenenza alla società.
diciamo che ci sono questa serie di linguaggi, che sono il linguaggio del corpo (bellezza, salute, ecc.), i vari linguaggi dell'intelligenza (declinabile nelle varie attività, tipo contabilità, informatica, letteratura), che + li conosci + sei dentro la società, se ne conosci qualcuno sei dentro solo il gruppo che conosce quel linguaggio, per cui si è felici con gli amici del tuning e ci si sente a disagio quando si esce con i medici, che a loro volta si amano e si accoppiano tra loro e credono che il mondo non vada troppo oltre il loro orizzonte.
dire che si è al di fuori / al di sopra di tutto, ovviamente è anch'esso un linguaggio,perchè anche la negazione nichilista punta a riconoscersi in quel gruppo nichilista che disconosce (con i consueti rimandi alla teoria delle elites e alle negazione come via alla sovrapposizione / sostituzione).
perchè alla fine la riconoscibilità comanda, quindi quando briatore dice che se entra in un ristorante con il codazzo di fiche ed amici e vede uno che cena da solo e dice "quello è uno sfigato", ovviamente ha ragione lui.
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