Cosa sarà
Cosa sarà che ti fa mollare gli amici per andare al porto di cagliari e fare a botte con gli agenti contro la nave che trasporta la monnezza cosa sarà che ti fa camminare sul mestruo della tua ragazza o diventare carabiniere e cercare immagini pedopornografiche oh cosa sarà che ti fa lasciare sul reggiseno di mez il tuo dna cosa sarà che fa vagare i buchi neri per la galassia. Cosa sarà che fa cantare laura pausini le canzoni tutte uguali o romano prodi mediare tra opposte fazioni verso parallele convergenze cosa sarà, che fa mandare i cv per trovare lavoro e leggere tgcom cosa sarà che spinge a uscire con una per andare a vedere l'ultimo film di will smith oh cosa sarà che fa tornare nel monolocale e prepararsi da mangiare, cosa sarà.
lamento del tabaccaio
Stammi a sentire, da bambino ero un paggio. Tu non mi credi? Ero buono e cortese. Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio, credevo in Dio, amavo il mio Paese. Guardami in faccia: ero serio e gentile. Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere. Da vecchio, tutte le voglio vedere. Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Perché mi guardi? Da bambino ero bravo. Mi devi credere, ero savio e ubbidiente. Da bambino, perdio, mi ti mangiavo nello studio. Da bambino ero prudente. Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato, rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.
Da vecchio, sarò l'onta del quartiere. Da vecchio, solo le puttane e il bere. Da vecchio, darò via pure il sedere.
C'è una sola moda, la gioventù
Le uniche cose che vale la pena vivere sono la gioventù & l’amore. Ovviamente, se è in grado di farlo nella loro pienezza, come le onde piacciono a chi sa nuotare. A chi non può permetterselo, l'età del triste livellamento nella vecchiaia e nella calma, può essere un sollievo.
La Vanguardia
Se viene da chiedersi se è arte o è un errore, allora è avanguardia. Infatti nei musei di arte moderna le sale in allestimento sono sempre segnalate.
Capire le donne
Tendendo verso Il livello zero di ogni conversazione, si possono riscontrare con frequenza gli stessi argomenti: - calcio; - commenti sui programmi televisivi; - umorismo prefabbricato sul capire le donne. Tralasciati per ovvie ragioni i primi due argomenti, del capire le donne già discettavano i Greci, che associavano la loro mutevolezza al prolasso dell'utero, da cui il termine isteria. Ora, tutta questa complessità e mutevolezza delle donne, possiamo ricondurla ad un'unica frase: - vorrei che tu esaudissi i miei desideri senza aver bisogno di dirteli.
In questa frase, si riassume il desiderio di tutti: - meritare quello che non si vale; - meritare più di quello che si vale.
L'incomunicabilità femminile dei propri desideri è dovuta all'impossibilità di motivarli, perché non adeguati alla propria condizione, e di spiegarli, perché spesso non li si conosce. Sussiste infatti un trompe l'oeil della prospettiva per cui si tende ad autoconsiderarsi (e quindi valere) più di quello che si è, e al tempo stesso è nella natura umana (e dell'universo) il desiderio di espandersi oltre anche a quello che nemmeno si riesce a concepire.
Quindi la difficoltà di capire le donne altro non è che la traduzione della tensione dicotomica alla base del loro volere, un volere-oltre & un volere-aldilà, e ogni commento ulteriore è superfluo, a dimostrazione che alla base di una buona conversazione vi è l'ignoranza, e che giungere alla verità può essere complesso, ma una volta raggiunta la verità altro non è che un SI o un NO.