Se qualcosa esiste, ciò che l’ha portato ad esistere è il desiderio di esistere. L’origine è il desiderio del desiderio, il desiderio è l’origine del desiderio. Il nulla desidera la sua esistenza. Il desiderio spinge al progresso. Il progresso porta alla verità. La verità porta al desiderio di non desiderare. Di svanire. Il nulla. Il nulla desidera la sua esistenza. Al termine del tempo, al culmine del progresso, scoperto il cuore pulsante del desiderio, c’è la verità: l’uomo arriva all’immortalità non attraverso mondi ultraterreni, ma attraverso sé e, liberato dalla paura/speranza della morte, vede il (non) volto di Dio. Il senso della vita non è nell’esistenza / inesistenza di Dio, ma nel suo non esserne a conoscenza: l’uomo non può vivere senza una fede, ma la necessità della fede non significa la sua verità. Oggi la nostra vita è ancora condizionata dai bisogni contingenti; la nostra vita è miserevole, animalesca, e come le vite di chi c’era prima ci appaiono selvagge e sporche, così appariranno le nostre vite a chi verrà dopo. La vita è ingiusta perché la dimensione della vita non è l’uomo, che è solo un battito all’interno del respiro dell’universo nel pulsare del cuore del desiderio.
C'è una sola moda, la gioventù
Le uniche cose che vale la pena vivere sono la gioventù & l’amore. Ovviamente, se è in grado di farlo nella loro pienezza, come le onde piacciono a chi sa nuotare. A chi non può permetterselo, l'età del triste livellamento nella vecchiaia e nella calma, può essere un sollievo.
Capire le donne
Tendendo verso Il livello zero di ogni conversazione, si possono riscontrare con frequenza gli stessi argomenti: - calcio; - commenti sui programmi televisivi; - umorismo prefabbricato sul capire le donne. Tralasciati per ovvie ragioni i primi due argomenti, del capire le donne già discettavano i Greci, che associavano la loro mutevolezza al prolasso dell'utero, da cui il termine isteria. Ora, tutta questa complessità e mutevolezza delle donne, possiamo ricondurla ad un'unica frase: - vorrei che tu esaudissi i miei desideri senza aver bisogno di dirteli.
In questa frase, si riassume il desiderio di tutti: - meritare quello che non si vale; - meritare più di quello che si vale.
L'incomunicabilità femminile dei propri desideri è dovuta all'impossibilità di motivarli, perché non adeguati alla propria condizione, e di spiegarli, perché spesso non li si conosce. Sussiste infatti un trompe l'oeil della prospettiva per cui si tende ad autoconsiderarsi (e quindi valere) più di quello che si è, e al tempo stesso è nella natura umana (e dell'universo) il desiderio di espandersi oltre anche a quello che nemmeno si riesce a concepire.
Quindi la difficoltà di capire le donne altro non è che la traduzione della tensione dicotomica alla base del loro volere, un volere-oltre & un volere-aldilà, e ogni commento ulteriore è superfluo, a dimostrazione che alla base di una buona conversazione vi è l'ignoranza, e che giungere alla verità può essere complesso, ma una volta raggiunta la verità altro non è che un SI o un NO.
- DIVIDI LE TIPE CHE TI SEI FATTO FINO AD ORA (NO TROIE) PER LA TUA ETA';
- DIVIDI QUANTO GUADAGNI ALL'ANNO PER2 E PER LA TUA ETA' (SE STUDENTE, LA TUA MEDIA VOTO);
- MOLTIPLICHI I RISULTATI E POI DIVIDI DI NUOVO PER L'ETA'.
ECCO QUANTO VALI
FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO
STUDENTE 23 ANNI MEDIA VOTO 30= 30:23 = 1,3 TIZIE FATTE 40= 40:23 = 1,73 1,73 x 1,3= 2,24 :23 x 10 = UNA VITA AL 97% EFFETTIVAMENTE E' UN GRAN GALLO
PRENDIAMO UN VECCHIO CHE HA SFONDATO 50 ANNI TIZIE FATTE 100 = 100:50 = 2 STIPENDIO 250K ANNUI = 250:2:50 = 2,5 2 x 2,5 = 5 : 50 x 10 = UNA VITA AL 100 %, GRAN GALLO ANCHE LUI
PRENDIAMO ORA UN LOSER PROTOTYPE 30 ANNI TIZIE FATTE 10 = 10:30 = 0,333 STIPENDIO 40K ANNUI = 20 : 30 = 0,666 0,333 X 0,666 = 0,222 :30 x 10 = UNA VITA AL 7%, LA MORTE
raffaella castagna era brutta -> bellezza come gerarchia sociale -> discesa della gerarchia sociale -> marito extracomunitario -> vicini spazzini
il marito, azouz -> matrimonio di convenienza x l'ascesa
coniugi bazzi -> visione basica della vita -> lettura dei vicini come protoplasma antisociale -> risposta senza mediazioni sovrastrutturali -> eliminazione
azouz ne trae benificio, ma fortuitamente -> liberato dal vincolo ma fruitore dei benefici connessi ->non è comunque preparato alla sua elevazione
caduta
l'esaltazione dello stato delle cose è totale, la lateralità delle forme di vita minori, la loro inutilità
Shakira uberfica
della deità di shakira, dall'elasticità della sua fica alla voce orgasmica quando si avvolge sulle vocali. ma la luce abbaglia, e l'insieme perde il tutto. dimentica il suo culo per un attimo, solo per un attimo, un attimo solo, e pensa a quello che dice.
She's got the kind of look that defies gravity She's the greatest cook And she's fat free
passano gli aerei nella notte, portano sfigati e persone bellissime, portano i sogni e i pensieri, portano il desiderio verso il tramonto. di andare da un'altra parte, con altra gente restando sempre gli stessi stronzi, essere idea e restare di essere corpo, la nostalgia di posti dove non si è mai stati. il mio unico sogno è una collisione nel cielo io & shakira esplodere e ricadere come stelle & scintille. shakira è stata in tutti i posti, è tutti i corpi, è le stelle, sul suo aereo privato, è il turbocapitalismo, è petroldollari e sentimento, è eternamente e infinitamente oggi e intanto pensa
She's been to private school And she speaks perfect French She's got the perfect friends Oh isn't she cool
She practices Tai Chi She'd never lose her nerve She's more than you deserve She's just far better than me
Il san carlo dell'anima, il dorsia del sogno il posto dove non si arriva. un prete che nel 1930 prendeva un aereo si sarà sentito più vicino a dio. io quando sono in aereo penso di essere più vicino a shakira. dio con simbolino un triangolino. morire, sul'aereo farsi saltare, se il paradiso è vedere les champs élysées di shakira.
Hey hey
So don't bother I won't die of deception I promise you won't ever see me cry Don't feel sorry
For you, I'd give up all I own And move to a communist country If you came with me, of course And I'd file my nails so they don't hurt you And lose those pounds, and learn about football If it made you stay, but you won't, but you won't
malessere e perdizione nell'amore, l'amore illumina, e rende rilucente la propria nudità, la propria inadeguatezza. andare a scuola, andare al lavoro, e non essere mai shakira. adeguarsi intanto alle regole del mondo. trovarsi soli, cambiare città. fare nuovi amici, iscriversi al corso di latino-americano e poi passare a quello di tango. quando è sera, tornare a casa. i taxisti nella notte con cinquant'anni chissà perchè vivono ancora. come fanno, forse hanno una famiglia da difendere, si inventano qualcosa per non sentirsi gli ultimi. quando si è ultimi, l'ultima speranza è spostare il gioco, la scommessa, sacrificare tutto a dio. quando tutto è perduto, quello è il momento di amare tutto, in cui si riesce ad amare tutto. nella ricerca inesausta, nel desiderio e nell'amore, il senso. quando mi sento perduto, io innalzo il mio amore a shakira.
So don't bother, I'll be fine, I'll be fine, I'll be fine, I'll be fine Promise you won't ever see me cry
And after all I'm glad that I'm not your type, not your type, not your type, not your type Promise you won't ever see me cry
la tristezza infinita dell'innamoramento
la tristezza infinita dell'innamoramento la totale inadeguatezza dell'esistenza la distanza siderale delle stelle il silenzio dell'inverno il viversi nel ricordo la proiezione nel desiderio il sognante affidamento nel futuro che non c'è la decadenza di ogni sentimento l'evaporarsi di ogni entusiamo il pomeriggio di ogni cosa l'incomunicabilità della nostalgia l'annullamento nel tempo l'assenza di ogni speranza l'improvvisa scintilla di un incontro la felicità di un momento un bacione di buonanotte per te amore mio infinito e lontanissimo.
la vita inconosciuta
Passa la vita, inconosciuta e ogni idea che ci si possa formare è sbagliata. Io sono quello che non sono Io vorrei essere quello che sono ma è impossibile essere quello che si è chi dice di esserlo per primo non lo è. Quanti sbagli ho fatto nella vita e in quel momento ero convinto di fare sempre la cosa più giusta, come chiunque altro in qualunque momento in ogni cosa che ha fatto. D’ora in poi non farò più sbagli adesso tutto mi è chiaro, come anche mi era nel passato, solo che allora mi ero sbagliato ma adesso sono nel giusto. Quante fantasie, quante idee che ho lasciato morire nel tramonto ma adesso vedo i colori d’ora in poi la mia convinzione sarà forza, sarà acciaio ecco io sarò un guerriero con un ultracuore palpitante sotto l’armatura le mie arterie cyberintrico di fili di ferro grondanti sangue senza che io senta dolore sopporterò tutto con la volontà ucciderò, e fortissimamente amerò sarò eternamente Io. E in questa iperconvinzione universale sottile la mia percezione di essere un coglione un satellite di minchiate alla deriva nello spazio siderale.
corona's deboscially correct“Non mi scandalizzo. Il dolore è dolore, anche se ci metti sopra dei soldi non sparisce, fa sempre male Sarà pure una coincidenza, ma in uno dei giorni più cupi di questa storia, quello ventoso del funerale in Tunisia, spunta Fabrizio Corona, il re delle paparazzate più fatue e dei veleni in formato Nikon digitale. Compare con gli stivali pitonati a punta, il gessato scuro, la pelle abbronzata, le catene d’oro al collo, i capelli raccolti e inzuppati nel gel, all’aeroporto di Malpensa, settore imbarchi internazionali, volo Tunis Air delle 17, destinazione Tunisi.
E’ a metà della fila, con borsa Vuitton, mentre davanti a lui stanno passando i controlli di polizia i membri superstiti della famiglia Castagna, il sindaco di Erba, una manciata di assessori, due amiche di famiglia, una decina di fotografi spediti dai settimanali, sei operatori delle maggiori emittenti tv, una dozzina di giornalisti della carta stampata. C’e’ tensione. I giornalisti non perdono di vista i Castagna. Gli amici della famiglia fanno argine. Qualcuno prova a forzarli. Ci sono spinte, proteste. Nella stiva sono già state imbarcate le due bare, quella di Raffaella e quella di suo figlio, il piccolo Youssef, ma nella superficie degli imbarchi la vita fa finta di niente.
Dieci metri più indietro Fabrizio Corona e’ al telefonino. Secondo le intercettazioni disposte dal pm Henry John Woodcock, quello dell’inchiesta su Vallettopoli che lo tiene sotto controllo da ottobre e lo arresterà un mese e mezzo più tardi, sta parlando con Francesco Coco, il calciatore. Corona: “Oh, mi sto imbarcando, ci vediamo mercoledì. Torno mercoledì. Vado in Tunisia”. Coco: “Beato te”. Corona: “No, vado a fare quella roba di Azouz. Sai quello che gli e’ morto la moglie e il figlio… Ho chiuso l’esclusiva per “Chi” e l’intervista per Costanzo… Quindi vado giù che c’e’ il funerale domani mattina”. Coco: “Ah…”. Corona: “Non e’ una bella roba. Quindi ritorno mercoledì, così chiudiamo tutto. Va bene?”.
Fabrizio Corona sembra finto e invece e’ vero. Sembra la caricatura di un gangster, con le giacche a righe, gli anelli, i tatuaggi, i muscoli, le pupe, la Bentley da 530 cavalli. Invece di mestiere produce cibo per casalinghe, sogni per i parrucchieri, brufoli di invidia per le ragazzine E’ nato a Catania il 29 marzo 1974. E’ cresciuto a Milano in mezzo ai giornali, magari anche soffocato dai giornali, e perciò con la voglia strafottente di avvelenare la loro anima per dispetto e per godersi le conseguenze. Il che potrebbe avere anche una spiegazione psicanalitica, vai a sapere, visto che suo padre Vittorio, invece i giornali li amava, li inventava, li accudiva.
Ho conosciuto Vittorio Corona ai tempi in cui creò “Moda” e “King”, i più allegri e intelligenti mensili dei tristi Anni 80, quelli di Craxi, di Andreotti, della truffa collettiva dei Bot, della moltiplicazione del debito pubblico. In controtendenza con l’ossessione del denaro e del cinismo montante, i suoi giornali giocavano a sorpresa con il nuovo star system televisivo, il divismo da tabloid. Sceglievano l’ironia anche nelle foto: mai enfasi, ma tagli di luce spiazzanti, E nelle storie scritte una chiave per trasformare anche la vita quotidiana in un’avventura e una scoperta.
L’ho rivisto mentre, nei mesi elettorali del 1994, fabbricava la prima pagina de “La Voce”, il quotidiano appena fondato da Indro Montanelli. Vittorio lavorava fino all’alba. C’erano pochi soldi e zero mezzi. Per affetto teneva il vecchio all’oscuro di tutte le difficoltà. Ogni tanto – visto che Indro fronteggiava l’insonnia dentro alla sua doppia stanza del Residence Maria Teresa con la sola compagnia della sua Olivetti Lettera 22 - lo chiamava di notte per rassicurarlo: “Ce la faremo”.
“La Voce” campò pochi mesi, a cavallo tra il 1994 e il ’95 causa pochi lettori, poca pubblicità, “nemici spietati”. Chiuse senza rancori, Montanelli ringraziando i lettori, Corona “gli amici coraggiosi”. Perché Vittorio era serio nel fare e nel disfare. Non gli piaceva vivere di risentimenti. Era troppo colto, elegante, per bene. Detestava litigare, detestava apparire. Aveva passioni gentili e ironia siciliana. Aveva buon gusto. Dunque da dove viene suo figlio? Da dove arrivano le sue smanie? Da quale idea del mondo e della professione?
Un giorno di giugno a Milano, me lo racconta in una conversazione con adrenalina e un po’ di prosopopea, com’è nel carattere. E’ per di più il suo periodo di massimo splendore mediatico. Sta in classifica con il memoriale “La mia prigione”, cronaca dei suoi 80 giorni nel carcere di Milano per l’inchiesta del pm Woodcock. E’ in cima a tutti i rotocalchi. Ha raddoppiato (“rettifico: triplicato!”) il fatturato della sua agenzia. Ammiratrici ancora stazionano sotto alle sue finestre, in zona Garibaldi, Milano, ad aspettare che lui lanci le sue mutande griffate Corona’s.
Parla spavaldo, parla furente. Parte come un treno che non si ferma: “Mi piacerebbe sapere perché se Enrico Mentana fa quattro trasmissioni con Azouz e il pieno di ascolti e’ un grande giornalista. Se io invece gli organizzo le foto e una intervista, allora sono un figlio di puttana che lo sfrutta. “Bruno Vespa che campa su Cogne da cinque anni allora cos’e’? Un giornalista investigativo, un raccontatore di storie italiane, o uno sfruttatore? Io dico che siamo tutti uguali, siamo giornalisti a caccia di scoop. Facciamo tutti lo stesso mestiere e il più svelto vince. Il fine giustifica i mezzi.
“Ti racconto. Quando Azouz Marzouk compare su tutti i giornali, mi sta simpatico alla prima occhiata. Mando un paio dei miei a fotografarlo. Un giorno ci parliamo al telefono. Ci vediamo. Ci conosciamo. Mi racconta la sua storia. Mi convince. No, non ci credo che sia uno spacciatore. Non prende un grammo di roba, mai. E’ pulito. E’ per bene. E’ una vittima. In più ha la faccia che buca il video. E siccome penso che sia un buon investimento commerciale, e io al denaro ci tengo moltissimo, gli prometto che voglio fare una operazione su di lui. Lo propongo all’Isola dei famosi che mi dice prima di sì, poi no, poi ni. Io insisto, aspetto e continuo a provarci. “Intanto c’è questa storia del funerale in Tunisia. Mi imbarco sul volo con tutta la truppa di giornalisti. Quando arrivo, Azouz mi ospita a casa sua. Ci intendiamo al volo: accetta di commercializzare. Non mi scandalizzo. Il dolore è dolore, anche se ci metti sopra dei soldi non sparisce, fa sempre male.
“Quindi è vero, lo ammetto: per le foto gli ho dato dei soldi. E allora? Non quelli che hanno scritto, 15 mila euro, ma siamo matti? Meno della metà, meno dei 5 mila che gli ha dato qualche televisione. E dopo i soldi ho fatto fare le foto. Comprese quelle “rubate”, durante la notte, nella camera ardente. Lo ammetto. Ho forzato un po’, ma è nel mio carattere.
“In televisione Azouz ce lo vedo benissimo. Perché? Perché la televisione è quella roba lì. Può non piacere, può fare paura, ma ormai è così. In Italia personaggi veri ce ne sono pochissimi e la televisione ha un bisogno continuo di personaggi per tenere la gente attaccata alle storie. Per questo la tv li pesca dalla cronaca. E più la cronaca è efferata, più il caso è scandaloso, meglio è. Prendi Lapo Elkann. Senza il transessuale non vale molto. Ma dopo la notte con Patrizia, diventa una bomba.
“Guarda, a me la famiglia Castagna fa anche pena, per carità. Poveretti. So cosa vuol dire finire in pasto al pubblico. Ma questo succede a tutti i protagonisti della cronaca da quando esiste l’opinione pubblica. La gente vuole sempre più sangue, e la tv provvede. Non so se è giusto, ma è così. “Non so neanche perché sono diventato un esempio per tanti ragazzini. Forse perché sono uno che non sta alle regole, che non si piega, che non ha paura dei moralisti. Però non ci tengo a essere un esempio. Non mi interessa. Non ho niente da insegnare: i miei valori sono l’amicizia e poi il denaro. Non è molto. E’ quello che sono: magari sono solo uno stronzo”
Fabrizio Corona non scrive, non legge, non fotografa: “Non so nemmeno come e’ fatta una macchina fotografica e non me ne frega niente”. Non sa che farsene della vita quotidiana e l’unica scoperta che lo eccita è il tradimento. Fabrizio Corona maneggia veleno. Inventa notizie. Spedisce fotografi in caccia. Vende la vita degli altri. Se ne vanta, gli piace.
Quel giorno a Milano mi ha detto: “Limiti? Nessuno. Se i coinvolti sono famosi, lavorano con il pubblico e sono diventati ricchi grazie al pubblico, nessun limite. Perché loro lavorano anche quando vivono”. E quindi: “Queste sono le regole del gioco: loro vivono, io li fotografo, guadagniamo tutti e due”. Persino Nina Moric, sua ex moglie, 29 anni, fotomodella croata, glielo ha rinfacciato in una telefonata intercettata: “Sono soldi marci i tuoi! Soldi marci!”. Jean Baudrillard ha scritto che il commercio delle immagini sviluppa indifferenza al mondo reale, come una malattia. Corona e’ la malattia. La sua vita vale un romanzo e il romanzo non avrà un lieto fine.
come potresti amarmi se fuggo
Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi: gli Dei ci invidiano, ci invidiano perché siamo mortali e ogni momento può essere l'ultimo per noi. La vita è più bella per i condannati a morte, e tu non sarai mai più bella di quanto sei adesso.
la vita che non so
L’unica cosa che so è che la vita che vorrei è la vita che non so che mi passa accanto oppure immagino soltanto quella del fidanzato di shakira di un’oligarca russo della gazprom o di qualsiasi altra persona e passo il giorno sognando la perversione di morire, invecchiare la perversione di essere un pomeriggio un pomeriggio di autunno sulla strada per Hannover la nostalgia di qualunque cosa di sudare in magliette sintetiche della ddr la nostalgia di un futuro che non avrò di un presente che non ho di un passato che non ho avuto mai. Guardo l’orizzonte e vorrei essere tutte le cose che ci sono tutte le persone eppure, quando ci provo a parlare non ho niente da dire c’è un istante, prima del presente in cui tutto è bello, perfetto ma poi non è così eppure io insisto la vita è la maggiore umiliazione che una persona possa subire nella desertificazione delle possibilità che avanza ogni giorno mentre si perlustrano le vastità delle solitudini australi eppure, in questa moltitudine sconfitta nessuno è disposto a rinunciare per quanto miserabile a sé stesso a cancellare tutte le sue sconfitte i suoi dolori, i suoi vani tentativi pur di mantenere in vita quel flebile sogno di una vita che nemmeno sa
Le Grand Content
Le Grand Content examines the omnipresent Powerpoint-culture in search for its philosophical potential. Intersections and diagrams are assembled to form a grand 'association-chain-massacre'. which challenges itself to answer all questions of the universe and some more. Of course, it totally fails this assignment, but in its failure it still manages to produce some magical nuance and shades between the great topics death, cable tv, emotions and hamsters.
oggi mentre facevo il solito giro di viatosto al secondo giro mi è apparso dio un triangolo su una nuvola paradossalmente, come ha detto lui, dove c'è la chiesa e mi ha detto - senti edoardo, porca puttana, ascolta bene come vedi io sono un triangolo su una nuvola e le nuvole ho fatto a mia immagine e somiglianza e il paradiso infatti è tutto pieno di nuvole perchè il paradiso è delle nuvole io gliel'ho anche detto a tutti i cazzo di mosè e gesù cristo e maometto, solo che loro mi dicevano che se tornavano giù che il paradiso era solo per le nuvole, i bifolchi dei fedeli li sparavano allora loro facevano i dipinti con il paradiso con le nuvole, ma anche gli altri tipo quelli che si fanno aggiungere nelle foto di gruppo con berlusconi per cui adesso senti benein paradiso ci sono le nuvole, perchè il paradiso è delle nuvole, che sono fatte come me, dio poi da qualche parte ci sono gli uomini e le zanzare e i fiori e le pietre che non non so dove mettere e non me ne fotte un cazzo
La bellezza incastra, costringe a essere onesti con se stessi obbligando ad ammettere la crudezza di un desiderio il cui oggetto è molto preciso: quel corpo, quel culo, quel seno. Tale evidenza, dissimulata, nel timore di non essere all'altezza delle proprie ambizioni, sotto forma di educazione, convenzione dettata dalla convenienza. L'evidenza di ciò che si vuole, e il dissimularlo: la dicotomia di felicità = incessante soddisfazione di ogni desiderio / sereno autocontrollo dell'equilibrio emotivo. Invero felicità -> verità = 1 , e tutto ciò che è costruzione umana (dissimulazione, educazione, controllo, legge) è volto all'alleggerimento della pressione derivante dalla tensione del raggiungimento: desiderare, ottenere, per poi desiderare qualcosa di nuovo e più grande, d'ardore bruciare fino a morire, come l'ardente sole morente dentro un universo in espansione, questo il comune primo motore. Data tale natura, la morale deve essere naturale: l'atarassia non è in sé atarassia, (ragionata produce inquietudine), ma esiste solo nella tensione verso obiettivi progressivi, e come pace della coscienza nello sforzo di tale raggiungimento. Il male è funesto solo quando in contrasto con la serenità della propria coscienza che si infutura nel godimento della felicità: anche se non è giusto, se pare giusto, perchè non uccidere, violentare, malaffare, sopraffare; life is now.
A Film by Clemens Kogler together with Karo Szmit. Voice by Andre Tschinder.
Le Grand Content examines the omnipresent Powerpoint-culture in search for its philosophical potential. Intersections and diagrams are assembled to form a grand 'association-chain-massacre'. which challenges itself to answer all questions of the universe and some more. Of course, it totally fails this assignment, but in its failure it still manages to produce some magical nuance and shades between the great topics death, cable tv, emotions and hamsters.
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dietro a qualsiasi cosa uno dica, c'è dietro qualcos'altro. nel dire che dietro a qualsiasi cosa uno dica, c'è dietro qualcos'altro, c'è il principio di affermazione del proprio spirito di osservazione superiore a quello di qualsiasi altro, nell'inganno su cui si mantiene il mondo per cui nonostante tutto chiunque si sente migliore di qualunque altro, nonostante tutto. nel non dire niente c'è il delirio di onnipotenza ipoteticamente surrogato dall'esperienza per cui chi ha molto visto e sentito arriva a permettersi di pensare che sia tutto indifferente, fare o non fare, esistere o non esistere, e quindi non potendo prevalere facendo ed esistendo, per affermare la sua supremazia dice tutto non conta niente. e comunque, dietro al non voglio niente, non ho bisogno di niente, c'è sempre un amami, perchè l'universo è un bambino che non sa chi è, cos'è, cosa fa, e avanza a tentoni come nubi gassose in big bang e buchi neri, e crea mondi paralleli come compagni di giochi della sua noia.
La vita che non so, seduto in un locale tutto vetro & acciaio con una tipa fica che ho sempre sognato di frequentare e che conosco solo da 30 secondi ma lei mi ha chiarito che non ci sta dentro a non stare insieme ed è ricchissima e piena di sorprese ed ha scarpe e vestiti bellissimi e amici nuovi di zecca, e mi porterà in posti dove non sono mai stato ma dove mi sentirò sempre come se fosse la mia vita.
linguaggi
la persona è tipo un tetris, e tutto dipende dal suo grado di inseribilità / appartenenza alla società. diciamo che ci sono questa serie di linguaggi, che sono il linguaggio del corpo (bellezza, salute, ecc.), i vari linguaggi dell'intelligenza (declinabile nelle varie attività, tipo contabilità, informatica, letteratura), che + li conosci + sei dentro la società, se ne conosci qualcuno sei dentro solo il gruppo che conosce quel linguaggio, per cui si è felici con gli amici del tuning e ci si sente a disagio quando si esce con i medici, che a loro volta si amano e si accoppiano tra loro e credono che il mondo non vada troppo oltre il loro orizzonte. dire che si è al di fuori / al di sopra di tutto, ovviamente è anch'esso un linguaggio,perchè anche la negazione nichilista punta a riconoscersi in quel gruppo nichilista che disconosce (con i consueti rimandi alla teoria delle elites e alle negazione come via alla sovrapposizione / sostituzione). perchè alla fine la riconoscibilità comanda, quindi quando briatore dice che se entra in un ristorante con il codazzo di fiche ed amici e vede uno che cena da solo e dice "quello è uno sfigato", ovviamente ha ragione lui.
La bellezza incastra, costringe a essere onesti con se stessi obbligando ad ammettere la crudezza di un desiderio il cui oggetto è molto preciso: quel corpo, quel culo, quel seno. Tale evidenza, dissimulata, nel timore di non essere all'altezza delle proprie ambizioni, sotto forma di educazione, convenzione dettata dalla convenienza. L'evidenza di ciò che si vuole, e il dissimularlo: la dicotomia di felicità = incessante soddisfazione di ogni desiderio / sereno autocontrollo dell'equilibrio emotivo. Invero felicità -> verità = 1 , e tutto ciò che è costruzione umana (dissimulazione, educazione, controllo, legge) è volto all'alleggerimento della pressione derivante dalla tensione del raggiungimento: desiderare, ottenere, per poi desiderare qualcosa di nuovo e più grande, d'ardore bruciare fino a morire, come l'ardente sole morente dentro un universo in espansione, questo il comune primo motore. Data tale natura, la morale deve essere naturale: l'atarassia non è in sé atarassia, (ragionata produce inquietudine), ma esiste solo nella tensione verso obiettivi progressivi, e come pace della coscienza nello sforzo di tale raggiungimento. Il male è funesto solo quando in contrasto con la serenità della propria coscienza che si infutura nel godimento della felicità: anche se non è giusto, se pare giusto, perchè non uccidere, violentare, malaffare, sopraffare; life is now.
P.S. chiaro che poii Mondiali li vincono sempre quelle 3 o 4 squadre, che il ranking è lì, ma intanto se ne chiamano di più così vengono i tifosi, etc. etc., e uguale poi la spirale del dna si sa, fanno finta che non perché così intanto comunque uno ci crede e si impegna e fa pil, ma diciamo che a parte tutto quanto detto sopra è chiaro che la classifica si fa, tipo: - 400 punti bellezza (+50 automatico se sei donna); - 300 punti intelligenza; - 200 punti denaro (di partenza, poi li fai con l'intelligenza); - 50 punti cose psicologiche (tipo forza di volontà, convinzione, poi se invece hai avuto cose tipo violenza incesto i tuoi ti picchiavano o brutte esperienza diventa -50). Totale, chi fa più punti scopa e prende il premio di maggioranza.
Loser Shop
Napoleone non faceva che esprimere, in modo chiaro e preciso, quell'intima sensazione e brama di una vita più piena, che i deboli mortali sentono, ma devono forzatamente dissimulare.
L'amore è il male. Codesto turbamento che vi rapisce, codesta serietà e codesto silenzio sono una meditazione del genio della specie. L'adolescente pronto a morire per colei che ama e il cui fiero sguardo non ha che lampi di generosità; la vergine che avanza circonfusa della sua grazia come di un'aurora rivestita di bellezza che fa mormorare tra loro come cicale i vecchi e cadere in ginocchio chiunque abbia un cuore umano, sono due macchine nelle mani di questo genio imperioso. Esso non ha che un pensiero, un pensiero positivo e senza poesia: la durata del genere umano. Ammirate, se volete, i suoi procedimenti; ma non dimenticate che esso non pensa che a colmare vuoti, a riparare brecce, a mantenere l'equilibrio tra le provviste e la spesa, a tenere sempre abbondantemente popolata la stalla in cui il dolore e la morte recluteranno le loro vittime.
Schopenhauer non ebbe madre, né moglie, né figli, né famiglia, né patria. Fu assolutamente solo, senza neppure un amico; e tra uno e nessuno si stende l'infinito.
Gli bastarono due camere presso una pensione, e là visse gli ultimi trent'anni della sua vita, senz'altra compagnia che quella di un cane, prendeva i suoi pasti generalmente al Ristorante Inglese.
Schopenhauer sfogava i suoi istinti sessuali frequentando le case di piacere, a conferma della sua concezione pessimistica che la procreazione sia un male, in quanto mette al mondo uomini destinati all'infelicità.
L'attacco della scienza contro la teologia, l'accusa dei socialisti contro la miseria e la guerra, l'importanza biologica nella lotta per l'esistenza, tutti questi fattori aiutarono a elevare finalmente Schopenhauer alla fama. Era ancora in tempo per poter gioire della sua popolarità: leggeva con avidità tutti gli articoli che apparivano su di lui; chiedeva che gli mandassero qualunque brano di commento stampato, offrendo di pagare le spese postali. Così il grande pessimista divenne, nei suoi ultimi anni, quasi ottimista: suonava assiduamente il flauto e ringraziava il tempo di averlo liberato dagli ardori della gioventù.
INOLVIDABLE PRESENCIA Per preservare il processo rivoluzionario dalla sclerosi, ogni stato di equilibrio, appena raggiunto, è da destabilizzare per raggiungerne un altro, a uno stadio superiore. Creare due, tre, molti Vietnam.
Agosto
Perchè poi i moti umani e i sentimenti sono precisi e sempre uguali, apparentemente liberi ma rigidamente vincolati. In discoteca da solo, lo sfigato che non ha amici, e il figo che già le tipe aspettano. Tutti gli altri non se lo possono permettere, devono andarci con la kumpa, che non sono abbastanza fighi ma non vogliono sembrare così sfigati, le 2 code della gaussiana. Così, lo sfigato senza prospettive rimane a casa d'agosto, oppure chi si può permettere di andare in vacanza sempre, perchè fa quello che vuole: gli altri devono andare in vacanza, perchè non tutti si possono permettere di non fare le vacanze. Ad Agosto finisce l'anno e si tirano le somme: i vecchi si suicidano, il Gatti uccide gli zii perchè lo conoscono e, seppur senza fargli notare nulla, sono testimoni silenziosi del suo fallimento. Ad Agosto si abbandonano i vecchi (cani) e a settembre se ne avranno nuovi; a settembre ci sarà nuovo anno scolastico, nuovo campionato, avremo nuovi lavori vicini a nuovi amori. Chi sa già che non sarà amato, rimane a casa in anticipo, l'autoesclusione dell'escluso, e cerca di trovare una via alternativa alla felicità dei +, una via alternativa che in realtà mira a nient'altro che a quella stessa felicità così comune e banale che disprezza: nerd/crumb che scrive romanzi x dimostrare quanto è + degno di essere amato del capitano della squadra di football, da dedicare alla + bella delle ragazze pon-pon, e quindi al contrario di tutto quanto finge di pensare e x cui motiva il suo scrivere romanzi, si riconosce nel medesimo value set di valori del capitano. Andare in vacanza ad agosto perchè non si può fare diversamente; sposarsi e avere figli perchè è giusto farlo, perchè questo è il template di vita che la società ha preparato, nel migliore dei mondi possibili. Chi si discosta dalla strada tracciata della vita modellata, attraverso vie più impervie su sentieri di montagna, spinto dalla voglia di arrivare più lontano come rivalsa, ma in realtà con il rischio morire di freddo congelati lungo la traversata, perchè chi è figo è figo ovunque, e non c'è città o società, e chi è sfigato è sfigato ovunque.
JP II Santo Subito fa Hattrick su Ogame
Giovanni Paolo II Santo Subito perché rockstar, ke fece concerti con rockstar. Il Marketing della Chiesa Cattolica (dalle indulgenze alle elezioni del Papa, strumento per ricreare periodicamente attenzione attorno alla Chiesa) celebra concerti, messe pagane, dove vige infallibilità della rockstar nell’esercizio delle funzioni, come l’infallibilità papale. Rockstar agnello di Dio, vittima sacrificale della Società che adora le rapide ascese e gode delle subitanee cadute: rockstar live fast love hard die young e non ha più nulla da desiderare, non può crearsi finti obiettivi progressivi quando sono tutti già raggiunti (come cercare l’amore andando a puttane), e allora finisce per darsi la morte (Janis Joplin, Jimi Hendrix, Elvis Presley, Dave Gahan dei Depeche Mode, Michael Hutchence) perchè non educata a sopportare la vita, finisce schiantata come Icaro dall’eccesso di luce. Solo un’educazione adeguatamente dura prepara ad affrontare la vita, e in questo si evidenzia la necessità degli obiettivi progressivi. Gli eterni trentenni italiani non si sposano, perchè non ritrovano nella moglie ciò che gli dà la madre. Ma la non crescita è sempre una sconfitta. Essere giovani vuol dire poter pensare di Essere Tutto. Diventare adulti è accettare di essere solo qualcosa di quel tutto, e convivere con l'infinita tristezza che dà abbandonare parti di sè nell'aut-aut della vita. Gli eterni trentenni preferiscono continuare a Essere Niente, per poter ancora sperare di essere quel Tutto che non saranno mai. Nell’inanità si allarga la forbice tra quello che si è e quello che si vorrebbe essere, per cui è impossibile recuperare il tempo perduto, a meno di un miracolo: essere famosi senza merito, diventare Santo Subito come una rockstar partecipando al Grande Fratello. Ma l’essenza della Vita è nella progressione. L’essere giovani, l’ansia di scoperta nel fare le cose per la prima volta e constatarne gli effetti, lo struggimento e la nostalgia di vedersi crescere e cambiare, la percezione di come il peggio di un sogno è che si avveri per la sensazione di vuoto che pervade ogni raggiungimento, la consapevolezza del fatto che fermarsi a contemplarsi è condannarsi all'infelicità, perché il mondo sempre uguale allo stesso modo ama essere nuovo ogni giorno. E come il sentimento (il passaggio) è sempre lo stesso, l’Arte che lo descrive è sempre uguale ma apparentemente sempre nuova. Non basta la musica (o la letteratura o o la pornografia) del passato, da un concetto di bello oggettivo cristallizzato nel tempo, i vari luoghi comuni artistici devono essere ripresi e rivisitati alla luce dello spirito del tempo. I romanzi di formazione (da L’Educazione Sentimentale a Jack Frusciante è uscito dal gruppo), le canzoni (da Omero a Notte prima degli esami), i film (Quella sporca dozzina, Rocky) fino ora ai videogiochi (Caesar, www.hattrick.org, www.ogame.it): l’uomo trae piacere dal rivivere / simulare la preparazione e l’attesa della Vita, e cerca di duplicare tale piacere nell’espressione artistica / nel divertimento. Il piacere di tale duplicazione affetta anche Il Grande Fratello, di cui si susseguono le edizioni, ma rimane arte deteriore, perché è un passaggio senza progresso, fine a sè stesso, un sesso di prostituzione (anche come sesso praticato dai concorrenti davanti alle telecamere) che lascia il vuoto dell’insoddisfazione.
Fabbrichetta din tei
In ritorno al futuro, la mamma giovane credeva che Michael J. Fox si chiamasse Levi's Strauss, perché questo era il nome cucito sui jeans. Henry Ford diceva che c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.
La moda dell'autunno, qui ad Asti, è diventata comprarsi una fabbrica in Romania. Gli amici, con 10.000 euro, si comprano la fabbrichetta che produce magliette, 6 operaie, un po' di macchinari.
Nel frattempo, assisistiamo alla polverizzazione dei marchi: hijo de puta, guru, la martina, ildeboscio, de puta madre. Oramai non ha + senso mettersi maglie scritte da altri.
Il brand altrui sta diventando una cosa vecchia da anni '50, come andare a vedere lascia o raddoppia al bar perché non hai la tele in casa, o internet. Ora abbiamo tutti il pc in casa, ci disegneremo le nostre magliette, avremo il nostro brand, ne venderemo / regaleremo agli amici come lo zio vendemmia e poi offre le bottiglie polverose ai vicini.
E come nella corsa all'oro o alla new economy, gli unici a guadagnarne saranno quelli che forniscono le infrastrutture, le pale allora, la fibra ottica e i router adesso.
Basta casa a Santa. Ci troveremo nei night di Tulcea o Costanza, con le nostre fidanzate rumene, per i nostri periodici controlli della produzione.
La linea verde presto, invece che Gessate, avrà come capolinea Timisoara.
Quest’estate si diceva vita triangolare, triangolo verticale, Dio o sesso femminile, e il mio poeta preferito scriveva Gli amori irricambiati che il cuore malsicuro Trafiggon come aghi E tutte le altre sfighe Che a lungo mi han vessato Trovato hanno ricetto Sicuro in un gelato Un semplice Cornetto® Svuotato della panna Il cono simboleggia Le parti su cui poggia Il coito uomo donna: un lato penetrante a coppa invece l’altro Il vivere nel niente Mi fa vedere oltre
Oltre, dal Big Bang ai Buchi Neri, Stephen Hawking non si muove più. Eppure, ancora nel 1995, incurante di tre figli, essendo/proprio perché tetraplegico, divorziò e si risposò con l’infermiera, usando intelligenza per comprare bellezza.
Un investimento incerto, e sempre + single, come Sabrina Ferilli, che da single vuole adottare un figlio.
Perché le ragioni per sposarsi sono quelle di sempre: la paura della solitudine e di morire senza nessun accanto, il desiderio di avere figli. Sposarsi significa fare una delle cose che la società si aspetta da te: nascere, lavorare, sposarsi, riprodursi, morire...
Un avvocato di Torino, 85 anni e qualche decina di milioni di euro, muore la moglie di cancro, muore l’unica figlia di embolia polmonare. La badante romena, un impiegato di banca e la titolare di un’agenzia immobiliare che piano piano gli portano via tutto.
Quando lo trascinano dall’assicuratore per portargli via anche una polizza da 460 mila euro, l’agente segnala la cosa alla magistratura: la vergogna dell’avvocato che finisce davanti al giudice, non riesce a convertire le lire in euro, è incapace di intendere e volere. Interdetto, diffidata dal curarlo la badante che comunque lo teneva in vita, affidato ai servizi sociali, muore disidratato da solo in casa. Forse doveva fare più figli, forse semplicemente non doveva diventare vecchio. Chi diventa vecchio ha sempre torto.
Summer has come and passed the innocent can never last wake me up when september ends
Like my fathers come to pass seven years has gone so fast wake me up when september ends
Here comes the rain again falling from the stars drenched in my pain again becoming who we are as my memory rests but never forgets what I lost
Grandinata epocale. Tra poco, quando inizierà a spiovere, il cuore traboccante disillusione e speranza, i contadini saliranno il Bricco Cremosina, per vedere lo stato dei grappoli. Come andare a vedere i tabelloni degli scrutini liceali, o lanciare il programma che stampa le fatture.
In ogni passo che lasciano nel fango della vigna, muore una parte di loro, quello che avrebbero potuto essere e non saranno, il liceale che va a vedere i tabelloni, il consulente che lancia il programma. Essere giovani vuol dire poter pensare di essere tutto. Diventare adulti è accettare di essere solo qualcosa di quel tutto, e convivere con l'infinita tristezza che dà abbandonare parti di sè nell'aut-aut della vita. Gli eterni trentenni preferiscono continuare a essere niente, per poter ancora sperare di essere quel Tutto che non saranno mai. Uno immagina per i figli tutto, e poi i figli diventano sempre qualcosa di diverso da quello che si immaginava. Un figlio down rimane niente e per questo è tutto, è eternamente figlio e in quanto tale non delude i genitori, ripaga l'enorme sconforto e le fatiche che avere un figlio down comporta.
I figli dei contadini rimangono in campagna, e poi non trovano donne perché le donne non vogliono rimanere imprigionate nei filari del Bricco Cremosina, e allora discendono la collina delle loro aspettative e sposano badanti rumene, peruviane. E così le stagioni si susseguono, al battito del cuore ogni volta per un povero sorriso o una grandinata.
La bellezza è una forma di genio... più alta, invero, del genio, e non abbisogna di spiegazioni. È uno dei grandi fatti del mondo, come la luce del sole, o la primavera, o il riflesso nell'acqua cupa di quella conchiglia d'argento che chiamiamo luna. Non può essere discussa. Ha diritto divino di sovranità. Rende príncipi coloro che la posseggono. Oscar Wilde
Blog Manifesto
Tutto ciò che esiste merita di essere compreso. Come studioso del mondo lo osservo e lo fotografo, con lo stessa voglia di capire studio logoterapia, guardo le minorenni con la vita bassa nella metro, gli hello kitty x telefonini, i bengala lanciati a san siro dai tifosi dell'inter, le stelle nel cielo. Poi, acquisiti dati sufficienti, in base al mio gusto estetico, con tutti i limiti dei miei mezzi culturali, mi prefiggo però anche di fare delle distinzioni tra l'opera di Viktor Frankl e quella di Vasco Rossi. Le persone nella loro vita possono essere orientate da volontà di piacere, volontà di potenza, volontà di senso. Le persone di minore comprensione (e maggiore diffusione) tendono alla volontà di piacere: macchine, celebrità, sesso con persone famose (cfr. Neoproletariato, Tommaso Labranca), e denaro in funzione di raggiungere gli obiettivi già citati. I bravi borghesi, da quelli di Flaubert, ai milanesi, alla mia vicina di casa, ambiscono alla volontà di potenza: buoni studi, una buona posizione, una casa grande, una bella moglie, l''appartamento al mare, la settimana bianca, un figlio medico e un figlio avvocato, una figlia sposata bene, i nipotini, morire in casa accuditi dalla badante. C'è poi chi ambisce alla volontà di senso: dare un senso alla propria vita, oppure semplicemente capire il senso delle cose (mentre il senso, per Vasco & c., si è già fermato alla volontà di piacere). Questo blog fa parte della mia volontà di senso.
Il bisogno di credere
Il Papa sta morendo. Il senso della sua esistenza e della sua morte trascende quello che rappresentava per la Chiesa, in quanto simbolo diretto per milioni di persone, non solo della religione cattolica. L'esistenza dell'uomo è tesa ad avere un senso. Il piacere richiede sempre nuovo piacere, il potere sempre nuovo potere, la felicità mentre la si insegue ce ne si allontana. La fede invece dà conforto, perché è un obiettivo in cui impegnare tutta la propria vita, e che prevede che le attese non possano essere deluse: gli amori e il potere finiscono nel corso della nostra vita, mentre la fede ha la sua realizzazione oltre il nostro orizzonte. Per questo, l'importante è credere. Solo che credere è difficile, e allora è fondamentale qualcuno che sostenga l'illusione, che dia una presenza visibile dell'intangibile: il Papa aiutava e incitava a credere, perché nemmeno importa quale sia la religione, e infatti è stato il primo Papa a visitare sinagoghe e moschee (in questo il suo essere simbolo aldilà delle confessioni).
Rientrando a casa, trovarono in fondo alla scala, sotto la Madonna, Marcel in ginocchio, che pregava fervidamente. "Che idiota", disse Bouvard. "Perchè? Forse sta vedendo cose che tu gli invidieresti, se potessi vederle. Che importa ciò a cui si crede! La cosa principale è credere". Tali furono, alle osservazioni di Bouvard, le obiezioni di Pécuchet.
Le sottili ali di una farfalla
Omero duemila anni fa scriveva molto meglio di me, senza avere un blog né un pc. E Virgilio scrisse l'Eneide che era l'emulazione fallita dell'Iliade, e manco sapeva cos'era il trash (1). Oppure vedo i filmati di Mexico '70 e mi sembra che siano lentissimi a giocare, oppure come sia stato possibile che mio nonno non abbia comprato terreni intorno a Milano, che era evidente che si sarebbero rivalutati, e se lo avesse fatto ora starei qui a godermi i suoi soldi. E un giorno me lo dirà mio nipote, perché ancora intorno a Milano ci sono terreni, e ce ne saranno fino a quando Milano sarà la periferia di Berlino, e Torino di Milano. E nel corso di una stessa vita, riguardandosi indietro, ci si chiede come mai non si sia riusciti a conquistare lei, proprio lei che ci piaceva, tra tutte le altre. Lei che comunque è poi uscita con altri migliori di noi, ma anche altri peggiori di noi, e perlopiù altri come noi, ma non noi. Ma in ogni trattativa, per poter ottenere ciò che vogliamo dobbiamo poter dare l'idea che ci potremmo rinunciare, e a lei non potevamo rinunciare, per cui proprio con lei abbiamo sbagliato e l'abbiamo persa. Invecchiare è aver sempre meno tempo / sempre meno possibilità di fare sbagli, come la farfalla che avanza sulla trappola di carta collosa nel tentativo di sollevarsi, ora con una ora con l'altra zampa, e più rimane invischiata. Eppure sembra così sottile la distanza tra chi ce l'ha fatta e noi, la fragilità delle ali di quella farfalla, infinitamente più fragili, ma di fronte all'infinito fragili allo stesso modo di una spina dorsale che a un semplice scontro in auto si spezza oppure no, e tu rimani paralizzato oppure no. Dalle stelle che ancora brillano seppur già spente (ma il ritardo è tale che ancora arriva la luce) tutto è così indistinto, e all'interno di uno stesso ufficio è così difficile distinguere l'armonica logica geometrica di un bilancio a regola d'arte e un semplice elenco di numeri disposti nello stesso ordine che però non danno nessun risultato: muri insormontabili come battiti d'ali di farfalle che generano il caos di tsunami, male per gli uomini ma in realtà un semplice passaggio negli avvicinamenti e separazioni della Terra, e l’enorme differenza è soltanto una labile differenza di punti di vista. (2) Ma tutta questa perfetta percezione della teoria della relatività non aiuta per niente quando la verità alla velocità della luce trafigge te e non qualcun'altro. La vita è ingiusta perché non sono gli uomini il suo parametro di giustizia. (3)
(1) L'Eneide è una versione trash di un poema epico. Roma non aveva un poema che la celebrasse, come l'Iliade o l'Odissea, così il compito di scriverlo fu affidato a Virgilio. TOMMASO LABRANCA, Elogio delle brutte copie Gioia nr. 5 dell'8 febbraio 2005 (2) FERNANDO SAVATER, Lo Tsunami è cattivo solo per noi uomini, La Stampa del 5 febbraio 2005, pag. 26 (3) NEIL GAIMAN, The Sandman.
Attività Antagoniste / Attività Progressive
Le Attività Antagoniste sono quelle relative, in cui il competitor è un altro essere umano, in cui si trae guadagno dalle asimmetrie informative. Esempi di attività antagoniste sono il Marketing, gli sport come il calcio, la Borsa. Essendo obiettivo del Mondo il Progresso, le Attività Antagoniste sono da disdegnarsi, in favore delle Attività Progressive. Le Attività Progressive sono quelle assolute, in cui si è direttamente contro l'Universo, in cui da dove c'era nulla si crea/fabbrica/costruisce qualcosa, in cui il guadagno non è la perdita dell'altro.
A margine 1) L'obiezione che Marketing e Borsa servono per organizzare e finanziare Attività Progressive è praticamente irrilevante. 2) In ogni grado e in ogni ambito, da rifuggire sono le riunioni. Le riunioni hanno per definizione un obiettivo (dovrebbero quindi essere un mezzo per svolgere un'Attività Progressiva), ma finiscono per trasformarsi in incubatori di Attività Antagoniste. Nelle riunioni prevale la ragione di chi ragiona più rapidamente, e non di chi ragiona meglio. Se in una riunione si parte da a avendo come obiettivo b, nella riunione prevarrà chi riesce a fare a+1 invece che b-1, come dovrebbe essere. Lo sviluppo delle idee stand alone è sempre da preferirsi.
Il Progresso è il mio Dio
Non sono abbastanza giovane nè abbastanza vecchio per credere in Dio. Trovo molto difficile credere in un Dio astratto e intangibile, perché nulla lo distingue da quello che effettivamente non esiste. Credo invece in un Dio astratto ma tangibile. Il Progresso è il Dio in cui credo, astratto ma tangibile. Il mio Dio non è benevolo, è un Dio duro e spietato, che mette le persone, le generazioni, gli esseri viventi, gli uni contro gli altri, che non vede null’altro oltre che sè, e non ha pietà di chi è debole, si accanisce contro di lui, fino a farlo scomparire.
Gli indigeni dell’America Latina si riposavano tranquilli in riva al mare, poi arrivò la nave dei Conquistadores e diventarono schiavi. I Conquistadores arrivavano da terre di guerre, avevano attraversato i mari solo per uccidere o essere uccisi, per conquistare o esseri conquistati, molti morirono lungo il viaggio, avevano rabbia e odio nei loro cuori, e infatti vinsero gli indigeni amichevoli, che dalla loro vita serena si trovarono all’improvviso nella sofferenza e nel dolore, desiderando di morire. Perché mentre tu ti riposi e osservi il tramonto, da qualche parte c’è sempre qualcuno che si sta addestrando per distruggerti, per una forza sconosciuta che gli dice di farlo: il Progresso. Quando gli Alieni arriveranno sulla Terra, ci distruggeranno o ci renderanno schiavi? Forse tutti gli sforzi del mondo sono per essere preparati per quell’attacco, è per questo che c’è il Progresso; e anche gli Alieni, verranno ad attaccarci come i Conquistadores, per la stessa ragione, per il Progresso; l’unica legge che sembra vigere in tutto l’universo che si espande (anche lui) è una sola, il Progresso.
Ritrovarsi a tarda sera in un albergo nella zona industriale, con vista sulla zona industriale, collegandosi con il telefono della camera per lavorare ancora, lontani da ogni cosa per cui valga la pena vivere. Poi alzarsi verso le sei, per lavorare ancora, e andare poi nel capannone davanti all’albergo nella zona industriale, e spendere lì le ore fino a tarda sera, mentre il Sole nasce, tramonta e nasce ancora. E tutto questo ha un senso, perché la business unit vada avanti, l’azienda vada avanti, la tua nazione vada avanti, mentre altrove lavorano di giorno e di notte, costruiscono caldaie a mani nude, senza protezioni cadono da tralicci e impalcature, e ci sono altri pronti a sostituirli, e anche il padrone che ha fatto il capannone è pronto a chiudere tutto e trasferirsi dove lavorano di giorno e di notte a mani nude senza protezione, perchè anche lui è un ingranaggio di questa macchina che è il Mondo, che teme/forse è sempre in ritardo per il suo Dio, il Progresso.
E organizzare sempre meglio il Mondo, gli africani che lavorano come noi, noi che facciamo due settimane all’anno di ferie come gli americani, ci sposiamo con le donne conosciute in azienda e insieme a loro mettiamo al mondo figli cui non riusciremo a trasmettere i nostri sogni ma di cui condivideremo le delusioni, e saranno cresciuti (e intanto noi ne mostreremo foto digitali e filmati ai colleghi nelle pause del lavoro nel capannone della zona industriale) da donne arrivate dall’America Latina a 600€ al mese, finite qui perchè la loro nazione a un certo punto non è riuscita a tirare avanti, che passano dodici ore a casa nostra per non tornare a fare le prostitute, per non tornare nella loro mansarda dove vivono in sei, tutte povere, giovani e brutte e grasse perché mangiano al Mc Donald’s, ma robuste e pronte a prendere corriera, autobus e tram per essere qui di nuovo domani, e tutto perchè anche loro sentono dentro di sè qualcosa che nemmeno loro sanno cosa, ed è il Progresso.
Passare giornate con il Cliente che ci comanda ma come noi rinuncia alla sua vita per rimanere qui a controllarci, e poi usciti essere pretenziosi con i poveri camerieri nipoti degli indigeni dell’America Latina, per sfogare la rabbia e l’odio accumulati nella traversata del giorno, perché noi paghiamo e vogliamo un servizio, e mentre aspettiamo da mangiare chiamare il call center della banca, di Vodafone, dell’assicurazione, e litigare con la centralinista romena, che per 120€ lavora otto ore al giorno tutti i giorni, per non venire qui a fare la prostituta, perchè la sua nazione a un certo punto si è accorta di aver sbagliato tutto, seguendo un'utopia che credeva essere il Progresso.
E poi scoprire che sono passate tutte le giornate che dovevano passare davanti al capannone, e bene o male possiamo davvero andare a casa, con gli occhi stanchi e le orecchie sorde, e vivere ancora una volta lontano da casa, in una sorta di albergo ad aspettare la morte, curati da giovani donne russe che ora ci guardano per 1200€ al mese e lo preferiscono a fare le prostitute perché la loro nazione a un certo punto si è accorta di aver sbagliato tutto e non ce la faceva a tirare avanti, rubando qualche parola alla cassiera dell’ipermercato quando andiamo a fare la spesa, mentre i nostri figli cresciuti da donne tornate in America Latina , sono da qualche parte, a fare qualcosa, affinchè la loro business unit, la loro azienda, la loro nazione, tirino avanti, a sacrificarsi al loro Dio, il Progresso.
Si è soliti subordinare la possibilità di un'esistenza ultraterrena all'esistenza di Dio, mentre l'inesistenza di Dio è associata a una vita soltanto terrena: ma potrebbe anche essere che Dio esista e abbia scelto per noi soltanto un'unica vita, dopo di che spariremo senza lasciare traccia, come fiori.
La gentilezza come base della democraziaC'è qualcosa che va oltre la democrazia, ed è la gentilezza Daisaku Ikeda, La saggezza del Sutra del Loto. Esperia Edizioni, Vol. 1, Milano, 1999.
Minatori
Procediamo nella vita come minatori in una galleria: abbiamo un piccola torcia in testa che illumina a malapena quello che abbiamo immediatamente davanti, e quello che abbiamo lasciato alle nostre spalle è affidato ai nostri ricordi. La galleria può venire giù da un momento all'altro.
Gigi Meroni = Gesù
La storia di Gigi Meroni, calciatore del Torino morto investito nel 1967, è per molti aspetti confrontabile con quella di Gesù Cristo, a partire dai segnali premonitori della sua venuta (il pilota dell'aereo che si schianta su Superga che si chiama Meroni, un'analogia con la missione annunciatrice di Giovanni Battista), la morte prematura causata da un suo seguace che diventerà presidente del Torino (e sulla casualità dell'investimento ci sarebbe molto da indagare, molto più plausibile che Romero fosse talmente ossessionato dalla figura Meroni da averlo inconsciamente voluto investire; il fatto che poi sia diventato Presidente del Torino nella tassonomia degli apostoli di Gigi lo farebbe assurgere a un mix di Giuda/Pietro), Nestor Combin che sulla sua tomba giura di segnare tre gol alla Juve che effettivamente segna, facendo perdere lo scudetto ai bianconeri (il primo miracolo del Meron